Comuni
Questa mattina, a margine dell'evento "Museo di Prossimità" organizzato dalla Fondazione Ambrosianeum, Fabio Pizzul giornalista di Radio Marconi, in collegamento da piazza Duca d'Aosta di Milano, a fianco della "Mela Reintegrata" di Michelangelo Pistoletto, ha condotto una serie di interviste in merito alla possibile collaborazione fra istituzioni culturali e sanitarie, per avviare percorsi in grado di definire iniziative capaci di promuovere il benessere individuale e collettivo.
Tra gli intervistati in diretta radio, il Segretario Generale di Anci Lombardia Rinaldo Mario Redaelli.
Di seguito riportiamo il testo dell'intervista.
Cura e cultura. Per chi si occupa di territorio di enti locali, questi due elementi, come si sposano con quella che è l'attività ordinaria amministrativa?
Il collegamento è possibile perché si inquadra in un percorso di welfare sociale, quindi, si riferisce alla necessità di essere vicini ai propri cittadini, da parte dei Comuni e degli Amministratori, per assicurare tutto il sostegno che si può dare.
L'aiuto e il sostegno ai cittadini, soprattutto negli ultimi anni, hanno subito un forte aumento dei costi, determinando un deciso incremento della spesa sociale, della cura. In questi giorni sono in discussione gli emendamenti alla legge di bilancio, contiamo che questo settore sia favorevolmente attenzionato dal Governo e dal Parlamento, perché abbiamo la necessità di risorse da immettere in questo settore.
Oltre alle risorse, sono però necessarie anche le iniziative, e in questo caso dobbiamo riconoscere che gli Amministratori, i Sindaci e gli Assessori, spesso con molta determinazione, riescono a mettere in campo iniziative culturali per far sì che le persone in difficoltà possano trovare un aiuto e un sostegno che va al di là della mera assistenza, ma sia un'apertura verso nuovi orizzonti.
Questo percorso, tra l'altro, ha a che fare con uno degli elementi cardine anche della nostra dimensione istituzionale: la dimensione della sussidiarietà. Gli enti locali non arrivano dappertutto, però abilitano, mettono in rete e favoriscono delle iniziative che nascono dal basso dai territori dal Terzo settore. E non solo.
Assolutamente sì. Quello che stiamo vivendo è un momento difficile, specialmente per i giovani, quindi, se non vogliamo considerarlo un discorso di cura, ma di attenzione verso i cittadini, è molto importante parlare di prevenzione, possibile grazie a un intervento che coinvolga molte realtà, che vanno oltre l'Amministrazione comunale, un'azione che non può fare che bene.
Redaelli, quanto conta il fatto che i Comuni siano in rete, che si scambino buone pratiche da loro? Lavoro che poi è la funzione anche dell'Anci.
Tantissimo. E se è anche vero che ogni amministrazione agisce bene per il proprio territorio, è indubbio che la condivisione di buone pratiche, la gestione associata dei servizi, il confronto, sono fondamentali. Questa è anche una delle ragioni per cui io, dopo l'esperienza da Sindaco, ho capito che bisogna lavorare a progetti di rete, pertanto mi sono impegnato da anni nell'Associazione, anche per facilitare il processo di recupero di nuove risorse per dare il via a progetti, anche comunitari, dove, evidentemente, se non è assieme, non si possono ottenere risultati.
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