#anci2025
“Abbiamo un po’ di problemi come Comuni”, così il Presidente di Anci Lombardia, Mauro Guerra ha avviato il suo intervento che ha aperto i lavori del seminario “Ripensare il futuro dei Comuni. Il necessario ruolo delle Regioni per le fusioni e il piano di riordino”, che si è tenuto questa mattina a Bologna durante i lavori della quarantaduesima Assemblea nazionale Anci.
Prima questione che complica la vita dei Comuni, secondo Guerra, “attiene alla sostenibilità strutturale della parte corrente dei bilanci. Andiamo incontro a una fase dove non navigheremo nell’oro, c’è un problema di crescita, di esplosione dei costi e, dal fronte della leva fiscale, abbiamo esaurito ogni misura, reintroducendo, se guardiamo con realismo, un sistema basato sui trasferimenti e con spese definite centralmente dallo Stato”.
In secondo luogo, diventa serio il problema del personale, perché, come sostiene Guerra, “dai dati diffusi da Ifel si nota come abbiamo perso il 28% del personale, inoltre se si considerano gli abbandoni del lavoro per pensionamenti, trasferimenti e licenziamenti e le nuove assunzioni, il saldo è negativo. Se dovesse continuare questo trend, nei prossimi 7 anni i Comuni italiani perderanno circa il 50% del loro personale”.
Per il Presidente di Anci Lombardia “diventa quindi necessario mettere mano rapidamente a un programma serio di riordino istituzionale e territoriale”, perché “considerate le dimensioni dei Comuni e il loro numero, c’è un concreto scenario di crisi per molti centri di piccole o minuscole dimensioni”, ecco quindi emergere l’esigenza di fare “un passo avanti, perché il rischio è che l’autonomia dei Comuni perda progressivamente valore e contenuti”.
Secondo Guerra, per mantenere questi elementi “servono competenze, risorse, strutture che sappiano utilizzare al meglio l’innovazione tecnologica e tanto altro e, soprattutto, c’è bisogno che i territori si aggreghino e si mettano assieme per essere quello che i Comuni sono: i tutori e i rappresentanti di una comunità. Da questo punto di vista c’è nei Comuni il bisogno di irrobustirsi e la strada delle fusioni è una di queste, perché si devono avere strutture adeguate per gestire e supportare il cambiamento”.
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