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Iniziative

Scienza, istituzioni e territori insieme per affrontare la sfida delle specie invasive

6 Ottobre 2025

Seminario a Cantello finanziato dal progetto Interreg Italia – Svizzera SINTAB

TEMI: AMBIENTE

La tutela della biodiversità e la gestione delle specie aliene invasive sono state al centro del seminario organizzato da ANCI Lombardia lo scorso 1° ottobre nell’ambito del progetto europeo Interreg SINTAB – Sviluppo Integrato per la Natura Transfrontaliera e la Biodiversità. L’incontro, ospitato dal Comune di Cantello, ha visto la partecipazione di amministratori locali, esperti, rappresentanti di associazioni e istituzioni scientifiche.  
I saluti del Sindaco del Comune di Cantello Nicola Gunnar Vincenzi e di Mario Clerici, Presidente del Parco Pineta, capofila del progetto Sintab, hanno aperto il pomeriggio di lavori moderato da Fabio Binelli (Coordinatore Dipartimento Ambiente di ANCI Lombardia) che ha ribadito l’urgenza di un approccio condiviso per proteggere gli ecosistemi locali e affrontare le pressioni crescenti dovute alla diffusione di specie invasive. 

Biodiversità e gestione condivisa del territorio   
Il primo intervento, a cura di Andrea Mologni del Parco Pineta, ha introdotto i concetti fondamentali di habitat, ecosistema e biodiversità, ricordando come la Pianura Padana fosse in passato ricca di foreste planiziali e ambienti umidi oggi quasi scomparsi. Mologni ha inoltre sottolineato l’importanza della rete ecologica, intesa come insieme di aree naturali, corridoi e zone cuscinetto capaci di contrastare la frammentazione degli habitat e favorire la mobilità delle specie animali e vegetali. 

L’impegno europeo: dati, piattaforme e citizen science 
Di ampio respiro la presentazione di Eugenio Gervasini (Joint Research Centre – Commissione Europea), che ha portato all’attenzione dei presenti dati aggiornati sul fenomeno delle invasive: secondo il Living Planet Report 2024, le popolazioni di fauna selvatica sono diminuite del 73% tra il 1970 e il 2018, una perdita che conferma la gravità della crisi in atto. Gervasini ha illustrato il ruolo delle specie aliene invasive, capaci di adattarsi e diffondersi rapidamente, alterando catene alimentari, ecosistemi e persino la salute pubblica citando casi concreti come l’ailanto, la robinia, il poligono del Giappone, la testuggine americana e lo scoiattolo grigio, fino ai nuovi arrivi come la formica di fuoco e la cozza Quagga. L’intervento ha posto al centro la piattaforma europea EASIN (European Alien Species Information Network), che raccoglie e armonizza dati da oltre 60 Paesi, offrendo strumenti di monitoraggio e sistemi di early warning. Centrale anche il richiamo al ruolo della Citizen Science, con app dedicate e reti di cittadini coinvolti nel monitoraggio delle specie invasive: “La partecipazione attiva delle comunità locali – ha sottolineato Gervasini – è uno degli strumenti più efficaci per prevenire nuove introduzioni e per sostenere le politiche europee di tutela della biodiversità”. 

La strategia regionale e i progetti europei 
Successivamente Daniela Grande,Tecnico di Regione Lombardia, ha illustrato la strategia regionale per la gestione delle specie aliene invasive, che integra le disposizioni del Regolamento UE 1143/2014 e del D.Lgs. 230/2017 con misure concrete di prevenzione, contenimento ed eradicazione. 
Grande ha ricordato il contributo del progetto LIFE Gestire 2020, concluso nel 2023, e il nuovo LIFE NatConnect2030, in corso fino al 2032, che prevede una task force interregionale per l’allerta precoce, azioni di economia circolare nella gestione delle IAS e interventi pilota su specie vegetali e animali.  

Tecniche innovative di contenimento 
A conclusione del panel è intervenuta Simona Piubellini, del CSD Ingegneri, capofila svizzero del progetto SINTAB, che ha presentato le tecniche di contenimento e resilienza ecologica sperimentate nei territori insubrici: dall’estirpo manuale allo sfalcio ripetuto, dal taglio selettivo alla cercinatura, fino a soluzioni innovative come l’elettrodiserbo, il pascolo controllato e la lotta biologica su specie particolarmente invasive come il poligono del Giappone. 
 “Non esiste una soluzione unica – ha sottolineato – ma un ventaglio di approcci che devono essere integrati e calibrati sui diversi contesti territoriali”. 

Buone pratiche locali e cooperazione transfrontaliera 
La sessione conclusiva ha dato voce alle esperienze e alle valutazione di Comuni impegnati nella protezione della biodiversità: Guido Locatelli, consulente del Comune di Lavena Ponte Tresa (Lombardia), Ilaria Palotti dell’Ufficio Ambiente del Comune di Stabio (Canton Ticino) e Gastone Boisco, tecnico del Comune di Sorengo (Canton Ticino) hanno condiviso esperienze concrete di gestione locale e transfrontaliera della biodiversità, mettendo in evidenza l’importanza della collaborazione tra enti e del coinvolgimento della comunità locale sia un fattore determinante di successo. 
Al termine dei lavori, Fabio Binelli ha evidenziato come l’appuntamento di Cantello rappresenti un passo importante nel percorso di Interreg SINTAB, che mira a rafforzare la salvaguardia ecologica dei territori insubrici, sviluppare protocolli condivisi e promuovere la partecipazione dei cittadini. 
“Proteggere la biodiversità – ha concluso – significa costruire comunità locali più consapevoli che sappiano diventare attrici di una corretta interazione tra uomo e gli altri esseri viventi. Il progetto SINTAB dimostra che la cooperazione tra Italia e Svizzera è una risorsa preziosa per affrontare insieme le sfide ambientali che ci attendono”.     

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