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EMERGENZA IDRICA

Anci in audizione: sinergia istituzionale per raddoppiare livello complessivo degli investimenti

14 Luglio 2022

ANCI in Commissioni riunite Ambiente e Territorio della Camera sulle iniziative urgenti per contrastare l’emergenza idrica

Di fronte alla grave crisi idrica che ha colpito il Paese, vanno “sviluppate azioni in tutti i settori interessati, idropotabile, irriguo, idroelettrico e domestico, oltre a sensibilizzare il rispetto al consumo sostenibile e consapevole della risorsa. Ma soprattutto bisogna cogliere al meglio la grande opportunità del Pnrr spendendo bene i circa 4,3 miliardi messi a disposizione per l’efficientamento e la modernizzazione delle reti idriche raddoppiando il livello degli investimenti”. Lo ha sottolineato Stefano Locatelli, vicepresidente Anci e delegato all’Agricoltura, intervenuto davanti le Commissioni riunite Ambiente e Territorio della Camera sulle iniziative urgenti per contrastare l’emergenza idrica. 
Locatelli ha posto innanzitutto il tema delle perdite idriche che costituiscono la principale problematica legata al servizio di acquedotto. Nel 2020, secondo il rapporto ISTAT di marzo 2022, ha ricordato, nei capoluoghi di provincia/città metropolitana sono andati dispersi 0,9 miliardi di metri cubi, pari al 36,2% dell’acqua immessa in rete (37,3% nel 2018)”.
Secondo Locatelli “nell’attuale crisi climatica complessiva, non possiamo certo prevedere il futuro, ma possiamo intervenire sul presente e per contrastare questa tendenza l’unica strada percorribile è quella di una programmazione strategica complessiva. Va realizzata una sinergia massima negli interventi tra Stato, Regioni e Comuni, con l’obiettivo di innalzare al massimo il livello complessivo degli investimenti”.
“L’Italia, dal 2012 ad oggi, ha aumentato di parecchio gli investimenti sulla rete idrica, arrivando a circa 50 euro per abitante; ma in Europa se ne investono 100 – ha sottolineato – quindi come sistema Paese siamo a metà rispetto a quello che si potrebbe fare”. “Per tanti anni – ha puntualizzato il vice presidente Anci – abbiamo vissuto di rendita, adesso è però il caso di investire; imparando dagli errori passati, vediamo di andare nella direzione di responsabilizzare tutti un po’ di più per fare sì che, grazie all’intervento del governo e a quello delle Regioni, anche i Comuni possano fare la propria parte in questo tipo di problematica”.
In conclusione, quindi, per Anci gli interventi da realizzare “devono riguardare investimenti infrastrutturali per eliminare le perdite di rete, realizzare depuratori e pianificare invasi nell’ottica di una programmazione del bilancio idrico dei distretti idrografici, così da contrastare le ricadute cicliche in queste fasi emergenziali, causate dal cambiamento climatico in atto e dalla siccità latente che agisce sul dissesto idrogeologico, causando ulteriori danni ai sistemi locali”.

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