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Enti Locali 21-27: a Como la presentazione del dossier "Inclusione e Coesione"

6 Dicembre 2022

Quinto Infoday del progetto promosso da Consiglio regionale e Anci Lombardia

Come aiutare le famiglie, in particolare con figli minori, ad affrontare e superare il rischio povertà, soprattutto su due temi fondamentali per l'autonomia, quali la casa e il lavoro? Questo il tema principale del dossier "Inclusione e Coesione" realizzato nel progetto "Europa Lombardia Enti Locali 21-27", promosso da Consiglio regionale e Anci Lombardia.
La Fondazione Cometa di Como, che ha ospitato l'evento di presentazione giovedì 1 dicembre, è un esempio dell'impegno del Terzo Settore e della collaborazione con le istituzioni per rispondere ai bisogni del territorio. Il direttore generale della Fondazione, Alessandro Mele, facendo gli onori di casa, ha sottolineato che bisogna rimettere al centro la persona, non solo a parole e con interventi sostenibili, cioè che possano durare nel tempo. 
Il presidente della Provincia di Como, Fiorenzo Bongiasca, in merito al tema dei finanziamenti europei, ha ricordato come nel Comasco siano un numero esiguo gli enti che riescono a partecipare ai bandi dell'Unione europea, e che quindi
sia necessario e urgente attivare strumenti simili a quelli proposti dal progetto Anci, rafforzando la collaborazione tra enti del territorio e qualificando le risorse umane presenti nelle istituzioni locali.
Anche l'assessore alle Politiche giovanili del Comune di Como, Francesca Romana Quagliarini, si è soffermata sulla necessità di realizzare sinergie tra i diversi livelli di governo per raggiungere anche un effettivo utilizzo dei fondi europei, soprattutto in temi quali quelli oggetto dell'incontro, come ad esempio la dispersione scolastica e le politiche abitative.
Proprio su queste problematiche vuole intervenire il progetto "Europa Lombardia Enti locali 21-27", come ha spiegato il presidente del Consiglio regionale della Lombardia, Alessandro Fermi: «La crisi economica e sociale che stiamo vivendo ci insegna che non bastano più le sole risposte emergenziali, ma servono politiche di sistema inclusive e partecipative per passare dalla protezione alla promozione della persona e della famiglia. Con il progetto messo a punto insieme ad Anci, vogliamo fornire agli amministratori locali e agli operatori economici e sociali strumenti di lavoro utili ed efficaci per intercettare i fondi previsti dalla programmazione europea 2021-27 e dalle risorse del Pnrr, svolgendo un ruolo di supporto e sostegno in questo percorso».
Siamo solo all'inizio, ha ricordato Federica Bernardi, vice presidente di Anci Lombardia: per adesso sono stati elaborati degli strumenti a disposizione dei Comuni, realizzati in un lungo e profondo confronto con tecnici e amministratori locali, da cui è emerso anche il dossier in presentazione. Il progetto vuole favorire la progettazione da parte degli enti locali, ma anche preparare già delle proposte, al momento ce ne sono ben 24 in formazione, da portare all'attenzione dell'Unione europea per ottenere finanziamenti. E proprio in questo dialogo con le istituzioni europee, Bernardi ha ricordato le due missioni a Bruxelles, per fare quella azione di lobby positiva che permetta ai funzionari di indirizzare una programmazione finanziaria che sia più aderente alla realtà dei territori.
Anna Meraviglia, coordinatrice del Dipartimento Welfare - Immigrazione - Sanità - Disabilità - Politiche Abitative - Pari Opportunità di Anci Lombardia, è entrata nel merito del dossier "Inclusione e Coesione".
Il lavoro è partito dalle esperienze vive e concrete dei territori, attraverso 5 laboratori molto partecipati da tecnici, funzionari e amministratori locali: protezione e integrazione delle persone e delle famiglie in condizione di povertà, sostegno alle capacità genitoriali e supporto alle famiglie e ai minori in condizione di vulnerabilità, sostegno all'accesso e al mantenimento dell'abitazione, politiche del lavoro e per le pari opportunità. Una delle principali difficoltà, comune a tutti gli ambiti trattati, riguarda la complessità e varietà dei fondi disponibili, in cui difficilmente un piccolo Comune riesce a orientarsi. Nonostante le risorse siano particolarmente ingenti sia grazie al Pnrr che alla normale programmazione europea.
Indubbiamente i temi trattati sono trasversali e di grande rilievo, ha sottolineato Daniela Mesini, economista e co-direttore dell'Area Politiche sociali e sanitarie dell'Istituto per la Ricerca Sociale. Il contesto di riferimento, poi, mostra diverse criticità: ampliamento della povertà, nuove fasce di impoverimento, dispersione scolastica, diseguaglianze nell'accesso a servizi educativi e sanitari, ampliamento del divario di genere e disagio psicologico, soprattutto nelle fasce più giovani.
Ma se da una parte ci sono dei forti bisogni, dall'altra ci sono anche grandi opportunità, ha affermato Mesini. Purtroppo alle ingenti risorse corrispondono anche dei rischi nella  gestione dei fondi: in particolare la rigidità dei finanziamenti e delle progettazioni, non sempre in linea coi reali bisogni del territorio, e una prevalente attenzione alle infrastrutture e non alla loro gestione.

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