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Finanza locale

Decaro: “Con PNRR per i Comuni previsto aumento di spesa in opere pubbliche del 75% fino al 2026”

14 Dicembre 2021

Intervento alla X Conferenza annuale IFEL

“Oggi per i comuni è prioritario il tema della capacità dell’amministrazione di spendere le risorse aggiuntive, quelle previste dall’attuazione del PNRR, rispetto alle attività ordinarie e al lavoro quotidiano già svolto dagli enti locali”. Così il Presidente Antonio Decaro introduce i lavori della X Conferenza annuale di IFEL “I comuni per lo sviluppo. La finanza locale dalla crisi alla sfida del PNRR” prevista nei prossimi tre giorni in modalità web. “Ricordo che il comparto dei comuni nel solo 2019 rappresentava ben il 25% dell’intera spesa per la realizzazione di opere pubbliche nel Paese – ha ricordato il Presidente dell’Anci – spesa che continuiamo a fare e che aumenteremo fino al 75%, utilizzando i 40 miliardi di euro aggiuntivi su PNRR, fino al 2026. La disponibilità di risorse umane è fondamentale per la realizzazione di queste opere pubbliche. Per aiutare gli enti locali alla partecipazione ai bandi è prevista una task force di 1500 nuovi esperti, ma il rischio che corriamo riguarda la spesa corrente. Quando queste opere pubbliche saranno state realizzate potremmo rischiare di non riuscire ad amministrarle, a gestirne la manutenzione e a garantire i servizi erogati, tutte voci che ricadono nella spesa corrente. Chiariremo presto nell’interlocuzione con il governo che cosa sarà necessario affinché le opere progettate ora possano davvero contribuire concretamente a fare dell’Italia un paese migliore”.

“Lo stato attuale del comparto comunale è adeguato alle sfide che di attendono – ha spiegato nel suo intervento Alessandro Canelli, Presidente di IFEL e delegato alla finanza locale – ma è necessario un potenziamento ed una stabilizzazione delle regole e dei flussi finanziari. Sono tre i punti critici. Alla perequazione serve un finanziamento statale che copra le differenze tra capacità fiscali e fabbisogni standard. Oggi è assicurata dai Comuni “donatori” ma è più che mai necessario tornare alla perequazione verticale prevista dalla delega fiscale della legge 42 del 2009 di riforma del Titolo V della Costituzione. Il secondo punto critico riguarda la necessità di stabilire norme nuove per il dissesto e procedure di riequilibrio e predissesto ma soprattutto sono necessari strumenti finanziari nuovi ed una amministrazione specializzata che guidi i comuni per uscire dalla situazione di predissesto. Inoltre, è necessario per i comuni uno sforzo straordinario sulla riscossione. Lo sappiamo, è il problema complesso che richiede correzioni forti, anche individuando nuove forme, nella gestione del servizio su cui è necessario avviare una riflessione importante che porti lo Stato e i comuni a cooperare sul tema. Infine, il debito. Molto comuni pagano tassi assolutamente fuori mercato. Le norme ci sono ma va accelerato il processo di sostituzione del debito”.
“Il rafforzamento ordinario della finanza comunale serve al paese – ha concluso il delegato alla finanza locale dell’Anci – Serve per spendere presto e bene le risorse previste dal PNRR. Ma soprattutto serve per trasformare gli investimenti in infrastrutture funzionanti, in servizi erogati soprattutto sociali nonché sanitari ad esempio. Per far questo è importante la qualità della spesa corrente ma sono necessari uffici efficienti e personale adeguato in numero e qualificazione. Il Pnrr sarà l’occasione per aumentare produttività, competitività e sostenibilità”.

Il saluto istituzionale di inizio lavori è stato affidato a Pierciro Galeone, Direttore IFEL. “Siamo difronte ad una fase espansiva per la finanza pubblica ed i comuni saranno sempre più impegnati sul fronte degli investimenti pubblici sui territori – ha dichiarato Galeone – Ma dobbiamo rendere il comparto comunale più robusto e stabile per affrontare questa stagione. Dobbiamo intanto fronteggiare due crisi, quella ancora vicina è quella pandemia, da cui stiamo venendo fuori grazie anche ad una forte cooperazione interistituzionale e il cui impatto sulla finanza locale è stato mitigato. Non dobbiamo abbassare la guardia, tenendola alta, per vedere gli sviluppi che ci saranno nei prossimi mesi. La crisi più lontana, quella finanziaria 2011-2016, sta ancora avendo i suoi effetti negativi. Salta fuori una fragilità del comparto in alcuni sue parti. La mancata riforma del federalismo fiscale e del Titolo V della Costituzione italiana è la causa remota. Quello che abbiamo davanti con la prossima programmazione economica e le risorse messe in campo dal PNRR fino al 2026 è un Piano, non un intervento congiunturale, impiantato come elemento strutturale che deve cambiare competitività, produttività e sostenibilità così come il nostro modo di lavorar e consumare impattando direttamente sulla vita reale del paese”.

Le relazioni iniziali, affidate ad Andrea Ferri, Responsabile del Dipartimento Finanza locale ANCI IFEL e a Sonia Caffù, della Ragioneria Generale dello Stato -Ministero dell’Economia e delle Finanze hanno dato un quadro generale delle finanze locali alla luce dell’emergenza pandemica ancora in corso.
“L’emergenza sanitaria e il programma europeo Next Generation EU hanno profondamente modificato il quadro della finanza pubblica – ha dichiarato il Vice Direttore di IFEL Ferri – L’importanza dell’azione pubblica nei servizi più direttamente investiti dalla pandemia, come nel settore della sanità e dei servizi sociali, è emersa in modo indiscusso. Il ruolo dei Comuni nella gestione dell’emergenza è stato, ed è tuttora, essenziale e ampiamente riconosciuto. Abbiamo oggi a che fare con due emergenze: quella sanitaria, in larga parte alle nostre spalle, grazie all’intensa campagna vaccinale, e quella della ripresa e dell’attuazione del PNRR. Gli effetti finali della crisi da virus Covid-19 saranno pienamente valutabili tra qualche tempo e dipenderanno in gran parte dalle modalità della ripresa in atto. L’attuazione del PNRR costituisce un terreno fondamentale per andare oltre le condizioni ante-pandemia e impiantare uno sviluppo duraturo e sostenibile”.
“La spesa corrente è restata sotto controllo – ha precisato Ferri – dal 2010 al 2019 e meno il 6% in termini nominali. La ripresa degli investimenti, non interrotta dalla pandemia, registra nel 2021 un aumento del 33% rispetto al minimo storico del 2017. I comuni producono nel complesso avanzi, nel 2019 pari a più 900 milioni di euro di accreditamento netto ed uno stock di debito in costante diminuzione (l’1,5% della P.A., ma a tassi «storici» esorbitanti)”. La tenuta dei conti per i Comuni è stata possibile nonostante le “carenze di personale persistenti, riduzione del 21% in 10 anni, per quasi 100mila unità in meno e una riduzione della spesa per il personale pari al 16%, meno 2,6 mld. di euro – precisa Ferri – e gli accantonamenti da mancate riscossioni (FCDE) sopra i 5 miliardi di euro annui. Un’ampia minoranza di enti risulta in disavanzo, quasi il 20%, tra i quali molti in strutturale carenza di risorse standard. Tra le altre criticità vanno segnalati gli effetti asimmetrici non controllati delle riforme contabili e una perequazione incompleta, che di fatto muove solo ora i suoi primi passi”.
Sempre di PNRR e di novità in corso ha parlato invece Sonia Caffù del Mef ricordando le azioni poste in essere sul fronte del personale a supporto Enti locali per l’attuazione ma precisando anche “che La Corte Costituzionale con la sentenza n. 115/2020 ha sottolineato due aspetti fondamentali: che le crisi finanziarie degli enti non sempre sono imputabili a cattiva amministrazione, ma sono in alcuni casi conseguenza delle difficoltà economiche e sociali del territorio e che laddove le difficoltà finanziarie non sono imputabili a deficienze gestionali, lo Stato debba intervenire con aiuti finanziari piuttosto che attraverso artifici contabili che mirano solo a rinviare il problema e non già a risolverlo”.
“Grazie al decreto «Reclutamento» – ha ricordato inoltre Caffù – le Amministrazioni possono porre a carico del Piano le spese per il reclutamento di personale specificamente destinato a realizzare i progetti di cui hanno diretta titolarità. L’investimento ‘‘Task Force digitalizzazione, monitoraggio e performance’’ ha, invece, l’obiettivo di accompagnare le riforme legislative con adeguate azioni di supporto tecnico a livello locale, per reingegnerizzare i processi in vista della loro digitalizzazione. Sono in fase di sottoscrizione apposite convenzioni da parte RGS, finanziate da risorse nazionali, con società partecipate dallo Stato in base alle previsioni dl 77/2021. Tali società svolgeranno, a beneficio dei Soggetti attuatori, attività di Assistenza Tecnica, volte a fornire supporto nello svolgimento delle attività richieste nel processo di attuazione del PNRR e dei relativi progetti, ad esempio attività di progettazione, monitoraggio, rendicontazione, controllo e valutazione, ma anche task force edilizia scolastica”.

Alla tavola rotonda, coordinata da Gianni Trovati de Il sole24ore, hanno partecipato Alberto Luigi Gusmeroli, Vice Presidente VI Commissione Finanze Camera dei Deputati, Mauro Guerra, Presidente ANCI Lombardia e Sindaco di Tremezzina, Stefano Fassina, Segretario V Commissione Bilancio, Tesoro e Programmazione Camera dei Deputati, Paolo Truzzu, Sindaco Comune di Cagliari, Pietro Piciocchi  Assessore al Bilancio Comune di Genova e Gabriella Nardelli Assessore Società Partecipate, Bilancio e Programmazione, Controllo di Gestione e Tributi Comunali Comune di Torino.

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