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ANCI Lombardia chiede chiarezza sugli organici della Scuola e garanzia di una ripresa regolare delle attività didattiche

12 Agosto 2020

inviata una lettera alla Ministro Azzolina

Dopo aver visto le assegnazioni delle risorse aggiuntive previste per gli organici del personale scolastico, ANCI Lombardia si è rivolta al Ministro dell’Istruzione, al Direttore dell’Ufficio Scolastico Regionale e all’Assessore all’Istruzione di Regione Lombardia, per segnalare la necessità di chiarezza nei criteri di richiesta e assegnazione dei posti di docenti e Personale ATA spettanti alla Lombardia e per esprimere la preoccupazione degli Amministratori locali di fronte ad una ripresa delle attività didattiche che si presenta con molte incognite, alla luce delle migliaia di posti vacanti esistenti e della complessità delle operazioni di nomina del Personale.

“La lettura della tabella e l’interlocuzione tra Scuole e Comuni che sta avvenendo nei territori della nostra Regione ci pone degli interrogativi che vorremmo condividere con Voi, per cercare di dare alle Scuole tutto il supporto possibile e, insieme, compatibile con le pressanti difficoltà legate ai bilanci dei Comuni” hanno dichiarato il Presidente Mauro Guerra e la Presidente del Dipartimento Istruzione Loredana Poli, Assessore di Bergamo.

“Per capire che tipo di indicazioni e supporto dare ai Comuni, sarebbe utile capire secondo quale parametrazione sia stata articolata la richiesta dell’USR Lombardia al Ministero, che apprendiamo essere pari al 6,6% delle richieste di tutta Italia. Si ritiene possa bastare tale richiesta per assorbire le richieste delle Scuole?”

ANCI Lombardia teme che i Comuni debbano comunque cercare fondi e modalità di attuazione delle politiche di sostegno alle Scuole, considerando l’alto livello di qualità e quantità dei servizi scolastici offerti dalle Scuole e dai Comuni lombardi, dal pre- e post-scuola, alle mense, ai trasporti, all’assistenza agli alunni con disabilità e al supporto ai numerosi progetti didattici realizzati nelle Scuole.

Secondo il Ministero dell’Istruzione quest’anno la regione con il rapporto alunni/docenti più sfavorevole è l’Emilia Romagna (21,93) seguita dalla Lombardia con 21,62.

La Lombardia è la regione con il più alto numero di studenti cui, secondo i criteri adottati nella ripartizione dei fondi a livello nazionale, si assegna un investimento pro capite per personale aggiuntivo pari a circa 90 euro, più o meno come Veneto e Sardegna. All’estremo opposto troviamo la Calabria con circa 290 euro a studente. “Capiamo bene le ragioni perequative di alcune scelte – proseguono Guerra e Poli - ma ci preme ricordare che le Scuole della nostra regione scontano da anni graduatorie vuote per diverse classi di insegnamento e un tasso di affollamento nelle aule, che in questa fase sta mettendo in difficoltà il sistema: il calcolo del distanziamento tra i banchi determina una capienza massima che non sarà possibile derogare nemmeno in caso di trasferimenti o arrivi in corso d’anno scolastico, secondo una dinamica che caratterizza fortemente i nostri territori.” I Comuni lombardi sono in costante contatto con le Scuole e si sono attivati per trovare gli spazi necessari e tutte le soluzioni opportune, alla luce dei problemi segnalati. Ma alcuni Dirigenti Scolastici hanno cominciato a prefigurare difficoltà ad assolvere il diritto allo studio, se gli elementi in gioco non potranno essere modificati, ad esempio sdoppiando le classi. “Come sarà possibile rispondere ai normali cambiamenti nella composizione delle classi in corso d’anno per la Scuola dell’obbligo? È possibile, con la dotazione di personale richiesta, allentare la pressione del sovraffollamento delle classi nelle aree di maggiore densità demografica?” concludono preoccupati Guerra e Poli.

ANCI Lombardia resta disponibile al confronto, in tutte le forme possibili, ma aspetta risposte.
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