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COVID-19

Frontalieri, Presidente Guerra chiede a Di Maio intervento per la ripartura del valico della Valmara

14 Maggio 2020

"Urgente ridurre disagi a lavoratori"

"Il protrarsi della chiusura del Valico ticinese di Arogno in Valmara, interdetto al passaggio dall’11 di marzo a causa dell’emergenza epidemiologica da Covid-19, sta causando enormi disagi ai 1.200 frontalieri che ogni giorno lo attraversano per raggiungere il Canton Ticino". Così scrive il Presidente di Anci Lombardia Mauro Guerra in una lettera indirizzata al Ministro degli Esteri Luigi Di Maio, in cui si chiede un intervento istituzionale al fine di avviare un confronto con la Confederazione Elveticache con l'obiettivo di arrivare ad una piena riapertura del Valico.

"Con la chiusura del Valico della Valmara, i lavoratori della valle, infatti, sono costretti a fare un lungo percorso per raggiungere il posto di lavoro allungando il tragitto di circa 60-70 chilometri in più al giorno.

Per ridurre questi disagi, che si aggiungono alle lunghe code e attese che i lavoratori devono sopportare, sono stati riaperti quattro valichi di confine con il Ticino, ma la Valmara risulta ancora chiusa e le difficoltà per i frontalieri sono ancora tante, come riportano i Sindaci espressione di quel territorio e di quei cittadini che accanto agli enormi problemi causati dalla pandemia, stanno facendo i conti con le difficoltà legate al raggiungimento del posto di lavoro.  

Per questa ragione sono a chiederle un intervento istituzionale presso Confederazione Elvetica al fine di avviare un confronto che abbia come obiettivo la riapertura del Valico della Valmara.

Per andare incontro alle esigenze dei lavoratori, molti dei quali operano nel settore sanitario, una possibile soluzione potrebbe essere una parziale riapertura del Valico nelle fasce orarie in modo da permettere il transito verso i luoghi di lavoro al mattino e il rientro a casa".

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