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Anci Lombardia, Regione e Agenzia del Demanio per valorizzare gli immobili pubblici lombardi

18 Aprile 2016

Messi a disposizione dalla Regione 24 milioni di euro. Buono il feedback dei primi comuni capoluogo.

Un progetto concreto, che dia ai comuni, grandi e piccoli, la possibilità di valorizzare e riqualificare il patrimonio pubblico in modo rapido e costruttivo. Nasce con questo obiettivo il protocollo d'intesa tra Regione Lombardia, Agenzia del Demanio, Anci-Regione Lombardia e Fondazione Patrimonio Comune di Anci firmato oggi in Sala Opportunità a Palazzo Lombardia che vede protagonisti, in questa prima fase, 24 milioni di euro messi a disposizione da Regione Lombardia. E un potenziale di valore per il patrimonio coinvolto che potrebbe raggiungere i 255 milioni di euro.

Massimo Garavaglia, assessore all'Economia, Crescita e Semplificazione di Regione Lombardia, ha commentato: "La firma di oggi è un importante punto di arrivo, ma anche un punto di partenza, perchè questo progetto potrebbe coinvolgere progressivamente, altre regioni oltre alla Lombardia". Gli ha fatto eco Roberto Reggi, direttore dell'Agenzia del Demanio: "Accogliamo con favore questa proposta e siamo a disposizione degli enti territoriali per dare il supporto tecnico a fare le operazioni di documentazione catastale e a preparare tutte le pratiche necessarie ad avviare l'opera di riqualificazione, ecc..così che gli immobili conferiti nel fondo possano essere immediatamente inseriti nel processo di valorizzazione".

Roberto Scanagatti, presidente di Anci Lombardia, esprime soddisfazione: "Oggi è una giornata importante, che sigla la riuscita di un'operazione rapida e svolta in modo fluido, frutto di un dialogo costante e proficuo con i diversi attori coinvolti. I Comuni vogliono contribuire alla crescita del Paese e da una prima call 7 comuni capoluogo su 12 hanno già dato una risposta positiva, per una massa almeno in questa prima fase di circa 30 milioni di patrimonio immobiliare. E anche i Comuni più piccoli, che non ce l'avrebbero fatta da soli, possono aggregarsi e partecipare quindi alla valorizzazione del loro patrimonio".

Alessandro Cattaneo, presidente di Fondazione Patrimonio Comune, conferma che la Lombardia ha fatto scuola, in questo processo: "E' una grande soddisfazione essere qui oggi a spiegare come mettere a disposizione dei Comuni lombardi una fonte ad alto valore aggiunto, che è allo stesso tempo però di grande complessità. La buona pratica che possiamo esportare è quindi quella della collaborazione regionale, che ha previsto sin da subito anche il coinvolgimento di Anci: un comune sentire che ci ha permesso di lavorare bene e sempre con una prospettiva concreta". Tanto che alcune regioni, come Toscana, Emilia Romagna, Veneto e Friuli, hanno già dimostrato interesse a replicare il modello virtuoso lombardo. E ci sono una serie di investitori stranieri che hanno già manifestato il loro interesse a puntare sul patrimonio immobiliare lombardo.

Quali sono gli immobili coinvolti

Un primo portafoglio immobiliare di riferimento è dunque costituito dagli immobili di proprietà di Regione Lombardia. Si tratta, come è specificato nel Protocollo d'intesa, di un "primo elenco non esaustivo nè vincolante per Regione Lombardia che, in esito ai lavori del Tavolo Tecnico Operativo potrà confermare o meno l'inclusione dei suddetti beni ed estendere le operazioni ad altri immobili di proprietà di Regione e degli enti appartenenti al Sistema Regionale Allargato (SIREG)".

"Nel primo elenco – ha precisato Garavaglia – ci sono per la maggior parte immobili frutto dell'operazione di razionalizzazione delle sedi territoriali regionali, esito dell'accorpamento delle varie strutture pubbliche (Arpa, Ster, Sedi provinciali)".

(Valeria Volponi)

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