Associazionismo
La fusione volontaria dei Comuni rappresenta una sfida ed una opportunità nell'attuale contesto istituzionale italiano. Il territorio lombardo è stato fortemente interessato da questo fenomeno con circa 410 degli attuali 1530 Comuni che deriva da processi di fusione, aggregazione o incorporazione di altri Comuni, in prevalenza deliberati nei primi anni dello stato unitario e nel decennio 1927-37. In una fase recente, lo strumento della fusione è stato invece considerato come una soluzione per far fronte a nuove esigenze di rappresentanza istituzionale da parte di territori con forte prossimità insediativa o interessati a consolidare precedenti relazioni associative derivanti dall’appartenere a comunità montane, unioni di comuni o accordi convenzionali.
Tali tendenze sono state incentivate in particolare dal livello statale che con varie norme, l’ultima la legge n.56 del 2014, è intervenuto sul tema introducendo correttivi di natura organizzativa e procedurale volti a tutelare la specificità dei Comuni che si sono fusi. Precedentemente, il decreto legge n. 95/2012 (convertito con la l. 135/2012) ha rideterminato il contributo statale decennale spettante al nuovo Comune sorto con il processo di fusione.
Se ne parla all'interno di una giornata di studio che si terrà a Milano il 30 settembre e che coinvolge chi già ne vive l'esperienza e chi è interessato a valutarne la fattibilità.
Il seminario è organizzato su due sessioni, la prima dedicata ai profili normativi e finanziari, la seconda alle esperienze e ai risultati.
L'evento inizierà alle ore 9.30 presso Eupolis Lombardia in via Pola, 12/B (MM 3 Zara; MM 5 Isola).
Iscrizione gratuita a questo link
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