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Assemblea Anci Lombardia - Fassino: ''chiediamo soldi non per giocarli al casinò''

27 Marzo 2015

Per Fassino i comuni sono in “una situazione che ci si trascina ormai da sei anni, durante i quali, pur succedendosi diversi governi, abbiamo avuto una conduzione del tema del risanamento del debito pubblico che ha caricato sui comuni un peso sproporzionato e iniquo"


“Condivido lo stato di disagio, malessere e sofferenza emersi dal confronto con i Sindaci” con queste parole il Presidente dell’Anci, Piero Fassino ha aperto il suo intervento nel corso dell’Assemblea di Anci Lombardia tenutasi questa mattina a Milano. Per Fassino i comuni sono in “una situazione che ci si trascina ormai da sei anni, durante i quali, pur succedendosi diversi governi, abbiamo avuto una conduzione del tema del risanamento del debito pubblico che ha caricato sui comuni un peso sproporzionato e iniquo. Non si può continuare a chiedere ai Comuni di ridurre le risorse, oltre un certo limite è impossibile. Il nostro è un allarme fondato. Ai Comuni si chiede una contribuzione al risanamento dello Stato più alta rispetto ad altri enti. Quando un Comune spende, non lo fa per giocare al casinò ma per dare i servivi ai cittadini". Il Presidente di Anci ha notato come “la cosa più grave è che quando si chiede qualcosa ai comuni questo viene ottenuto e verificato, mentre quando viene chiesto un impegno agli altri organi dello stato non si sa cosa si ottiene e non si verifica nulla”. Il sindaco di Torino ha poi considerato come “alla diminuzione delle risorse si è accompagnata una continua compressione della nostra autonomia” e come, nell’ultimo anno, “molte delle difficoltà che viviamo derivano anche dalle nuove regole della nuova contabilità”. Considerando i contenuti della legge di Stabilità Fassino ha dichiarato che “la legge uscita dal parlamento non è soddisfacente, ma il testo non è quello entrato in parlamento, perché l’azione di Anci ha permesso alcuni cambiamenti”. Ora, per incidere maggiormente a sostegno dei comuni, Anci ha chiesto l’emanazione di un decreto “che affronti le principali questioni aperte e che generano le maggiori difficoltà dei comuni”: il fondo perequativo di 625 milioni in merito al passaggio Imu – Tasi, l’Imu agricola per i comuni montani, il patto di stabilità e le funzioni e le risorse del le Città Metropolitane e dell’Area vasta, in merito al quale “nelle prossime settimane ci attendiamo un esito positivo" ha ricordato il Presidente dell’Anci.

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