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Riforma della PA e dei territori, Scanagatti ''il tema della responsabilità si sposa con quello dell'autonomia''

13 Marzo 2015

A Lecco il convegno sulle riforme ha messo a confronto diversi rappresentanti istituzionali

La riforma della Pubblica Amministrazione e la ristrutturazione dei servizi pubblici sono stati i due temi che hanno animato il convegno tenutosi questa mattina a Lecco. I lavori sono stati aperti da Vico Valassi, Presidente Camera Commercio di Lecco, per il quale "il tema della riforma é centrale nell'agenda del governo", e deve "essere vista come un'occasione per efficentare i servizi e per creare risparmi ma anche per una crescita e un miglioramento del personale della PA". Per Valassi in questo processo si dovrà fare attenzione per evitare il pericolo di "desertificare i territori dei punti di riferimento istituzionali e di erogazione dei servizi. Con questo non si vogliono creare duplicazioni di competenze e di ruoli ma si dovrà operare secondo un principio di sussidiarietà in quadro di riordino organico della PA". Gianfranco Fragomeli, Deputato lecchese promotore dell'iniziativa e componente della Commissione finanze alla Camera, ha sollecitato i relatori proponendo interrogativi volti a capire come i territori possono rispondere alle sfide delle riforme: con le risorse a disposizione sarà possibile rispondere adeguatamente ai dettati legislativi? Quale sarà la funzionalità dei Comuni in seguito alla entrata in vigore della Legge Delrio? Di fronte a un quadro normativo ancora incompleto, quali saranno i prossimi passaggi legislativi? I lavori sono stati moderati da Pier Attilio Superti, Segretario generale di Anci Lombardia, che ha introdotto il confronto considerando come la grande aspettativa in merito alle riforme da parte dei comuni, delle realtà economiche e dei cittadini , è quella della semplificazione e della chiarezza dei ruoli e delle funzioni tra i vari livelli istituzionali. Michele Bertola, Direttore Generale del Comune di Bergamo, ha lanciato alcune provocazioni considerando il ruolo dei dirigenti pubblici, impegnati a "realizzare gli obiettivi della politica", e per questo a loro "si richiede un livello di professionalità maggiore rispetto a quello dei dirigenti di altri settori". Oggi anch'essi si trovano di fronte alla riforma che cerca di "evitare i danni che derivano dall'inamovibilità, creare un mercato della dirigenza" e di "promuovere una trasparente scelta del merito". Le questioni normative inerenti la riforma sono state presentate da Agostino Bultrini, Responsabile del Dipartimento delle politiche del personale di Anci. Il punto di vista del Sindacato è stato presentato da Florindo Oliviero, Segretario generale CGIL funzione pubblica Lombardia, che ha evidenziato come "il sindacato è disponibile sempre se la riforma porta cambiamenti utili" ma non è disposto a "disperdere quel grande patrimonio che dal lavoro arriva". Da questi temi si è quindi passati a considerare il riordino dell'Amministrazione centrale e periferica dello Stato, con l'intervento di Virginio Brivio, Sindaco di Lecco, per il quale "il riordino delle Province oggi obbliga i comuni a gestire assieme alcuni servizi e processi e questo può essere prodromico alla evoluzione di altri processi aggregativi più consistenti". La riforma per Brivio deve essere un'occasione per riorganizzare le funzioni e pertanto "non è possibile lasciare tutto come se nulla fosse", come invece sta avvenendo in Lombardia, e ancora "si dovrà procedere a una riorganizzazione dei servizi sui territori, evitando però l'applicazione di scelte che spesso lasciano perplessi, come nel caso del riordino degli uffici postali, ma si confezioni o soluzioni a misura dei territori". La voce delle province è stata portata dal presidente della provincia di Lecco, Flavio Polano, per il quale nel processo di riforma le "province devono diventare dei Services per i comuni". Gli interventi sono stati chiusi da Roberto Scanagatti, Presidente di Anci Lombardia, che ha dichiarato come "dal nostro osservatorio si nota che nei Comuni, da una parte, c'è un malessere diffuso tra i sindaci e gli amministratori e, dall'altra, c'è bisogno di fare chiarezza". Scanagatti ammette "che questo governo alcuni punti fermi li ha sistemati, su quali costruire un minimo di progettualità, esistono però questioni aperte, innanzitutto quella relativa alle risorse e poi la questione dei vincoli ordinamentali". Il presidente di Anci Lombardia rivendica l'autonomia, perché "i comuni in questi anni hanno fatto la loro parte ma ora che senso ha dire e obbligarci a spendere le risorse che abbiamo con dei vincoli che possiamo definire solo come assurdi?". Sulle riforme, Scanagatti sottolinea che "il tema delle responsabilità si sposa con quello delle autonomie e si deve rimettere al centro il ruolo dei sindaci, che è l'elemento centrale della legge Delrio, in questa chiave deve essere portata avanti la sua attuazione. Diventa quindi necessario reinterpretare in maniera corretta il nostro ruolo, e la nostra preoccupazione è una preoccupazione vera, perché siamo il terminale dello stato e dobbiamo renderci conto che se viene meno la possibilità per i sindaci di rispondere alle richieste d cittadini, viene meno la coesione sociale e quindi la democrazia". Alla fine del confronto tra i relatori ha preso la parola Angelo Rughetti, Sottosegretario di Stato per la semplificazione e la Pubblica Amministrazione che ha dichiarato come nel Governo "Lavoriamo a un paese semplice, che lavora per i cittadini",
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