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Detenuti al lavoro per la società, firmato accordo ANCI-Ministero della Giustizia

21 Giugno 2012

Accordi specifici e progetti integrati per impiegare i detenuti in attività di pubblica utilità e favorirne il recupero.

“Scontare la pena, impegnandosi fuori dal carcere in lavori utili alla società, è il modo migliore per pagare il proprio debito con la giustizia. Il detenuto non solo torna ad essere un cittadino a tempo pieno, ma si impegna a dare un contributo concreto alla crescita della propria comunità”. Così il presidente dell’Anci, Graziano Delrio, ha presentato il senso dell’accordo di collaborazione che Anci, Ministero della Giustizia e Dipartimento Amministrazione penitenziaria hanno siglato oggi per dare avvio ad un programma sperimentale di attività, promosse dai Comuni, per coinvolgere i detenuti, con i requisiti di legge, nel lavoro esterno al carcere (foto). L’iniziativa è stata illustrata in una conferenza stampa cui sono intervenuti il ministro della Giustizia, Paola Severino, lo stesso Delrio, il capo dipartimento dell’ Amministrazione Penitenziaria, Giovanni Tamburino, e il delegato Anci alla sicurezza, Flavio Zanonato.
“Siamo onorati di dare avvio a questa collaborazione che tende ad indicare un percorso di avanzamento della Repubblica verso una maggiore sicurezza, giustizia ed applicazione concreta dei principi costituzionali”, ha aggiunto Delrio riferendosi alla finalità rieducativa della pena sancita dall’articolo 27 della Carta.
Il presidente Anci ha poi sottolineato il valore dell’azione svolta dai Comuni sul fronte del reinserimento sociale dei detenuti. “In questi anni molte amministrazioni hanno avviato progetti e rapporti con il ministero della Giustizia, ci sembrava opportuno delineare una cornice complessiva per questa attività. Il fatto che il ministro abbia voluto siglare questo protocollo è importante perché - ha evidenziato Delrio - indirizza l’attività del ministero e del dipartimento nel senso di non lasciare soli i Comuni che stanno già avviando le sperimentazioni”.
Soddisfazione da parte del ministro Severino, secondo cui “se ogni Comune decidesse di coinvolgere in lavori esterni dieci detenuti, avremmo di colpo 2 mila reclusi occupati in lavori utili, facendo aumentare così del 20% l'attuale quota di detenuti che usufruiscono di permessi di lavoro”.
Quella di oggi, ha proseguito il ministro, “e' una iniziativa istituzionale realizzata su basi concrete, che si contrappone ai numerosi progetti a macchia di leopardo attivi in questo momento nel nostro paese”. “Questa intesa potrà quindi - ha evidenziato Severino - migliorare in generale il livello di detenuti al lavoro, infatti al 31 dicembre 2011 la quota degli occupati era di poco superiore al 10%, contro un 34-46 relativo al 1991”.
Da parte sua Flavio Zanonato ha evidenziato come con la sperimentazione si “dà finalmente attuazione piena all’articolo 27 della Costituzione, secondo cui la pena deve ispirarsi a criteri di umanità e tendere al recupero sociale dei detenuti”. Lo stesso sindaco di Padova ha annunciato che l’attuazione dell’intesa sarà sottoposta ad un monitoraggio continuo: “Fra sei mesi contiamo di presentare un primo report sul suo avanzamento”.
Infine, il capo del Dap Giovanni Tamburino ha ricordato che il progetto “non e' solo riservato ai detenuti ma interesserà tutta la collettività e l'intervento dei Comuni sarà in prima persona”.
Il programma sperimentale previsto dal protocollo si realizzerà lungo due direttrici principali. Da un lato i Comuni concluderanno accordi specifici (vedi protocollo tipo) con i Provveditorati regionali e gli istituti penitenziari per l’inserimento lavorativo dei detenuti e degli internati. Dall’altro le amministrazioni comunali promuoveranno intese con i locali Tribunali (vedi protocollo tipo) per lo svolgimento del lavoro di pubblica utilità e di altre attività da svolgersi presso la comunità locale.
Inoltre, i Comuni si impegneranno ad individuare specifici progetti integrati per creare occasioni di sviluppo per nuove attività lavorative, così da garantire servizi aggiuntivi in favore dei cittadini in diversi settori: dalla manutenzione del verde pubblico, di particolari porzioni cittadine, e di edifici luoghi di attrazione culturale, a lavori di pubblica utilità, ad attività di protezione civile.
Prevista, infine, l’attivazione di un help desk dedicato ai Comuni, che servirà da ideale asse di collegamento tra il carcere e gli interlocutori esterni per agevolare l’incontro tra domanda e offerta di lavoro.
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