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NOTIZIE

Amministrative 2011, un po' di curiosità in attesa del voto

12 Maggio 2011

I dati di un'analisi di Comunicare-Anci su dati del Ministero dell’Interno, Istat e Comuniverso Ancitel.

I candidati più giovani - Bonea (BN), Merana (AL) e Cuceglio (TO), i Comuni con gli aspiranti sindaci più giovani d’Italia
Hanno da poco compiuto 19 anni e sono i candidati sindaci più giovani d’Italia alle prossime elezioni amministrative. Classe 1992, gli under 35 più “verdi” dello stivale si candidano in tre piccoli comuni del Bel Paese, Bonea (BN), Merana (AL) e Cuceglio (TO). Sono Salvatore Paradiso, Giacomo Perocchio e Fabio Bellini.
Da un’analisi Comunicare-Anci, sui dati del ministero dell’Interno e di Comuniverso-Ancitel, risulta che in totale, considerando i nati dopo il mese di maggio 1976, sono 434 i Comuni con i candidati sindaci under 35 alle prossime elezioni amministrative. Ma entriamo più nel dettaglio: sono 34 i candidati sindaci nati nel 1976, sono 64 i candidati classe 1977, 64 quelli nati nel 1978, 53 i candidati classe 1979, 36 classe 1980, 38 i candidati classe 1981. A seguire sono 33 i candidati nati nel 1982, 27 della classe 1983, 19 quelli nati nel 1984, 14 i candidati del 1985, 14 quelli nati nel 1986, 13 del 1987, 5 i candidati del 1988, 9 quelli nati nel 1989, 5 i candidati classe 1990 e stesso numero per i nati nel 1991. 
Anche tra i giovani la presenza delle donne non è particolarmente significativa: tra i candidati sindaci under 35 si contano infatti soltanto 75 donne, dunque la rappresentanza femminile tra i giovani è piuttosto esigua.
 
 
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Il candidato più ‘esperto’ – Comune di Busto Arsizio (VA), classe 1927: è il candidato sindaco meno giovane d’Italia
 
Un primato quello del Comune di Busto Arsizio (VA): nel lontano 1961 Gianpietro Rossi è stato eletto all’età di 33 anni ed era il sindaco più giovane d’Italia, alle prossime elezioni amministrative, all’età di 83 anni, è il candidato sindaco più anziano.
Da un’analisi condotta da Comunicare-Anci su alcuni dati elaborati del ministero dell’Interno e di Comuniverso risulta che per aspirare alla poltrona di primo cittadino l’età non conta. Sono numerosi infatti gli over 65 che corrono per le amministrative 2011: dopo quello di Busto Arsizio il candidato sindaco più anziano è quello del Comune di Lozzolo (VC) classe 1928, seguono, classe 1939, i due candidati ai Comuni di Arezzo e Sperlonga (LT), poi, classe 1931, il candidato sindaco al Comune di Arcole (VR).
Anche tra i “meno giovani” aspiranti sindaci è bassa la percentuale delle donne che scendono in campo per le prossime elezioni comunali: la più anziana (classe 1932) si candida al Comune di Pieve di Cento (BO) seguita a ruota dalla candidata al Comune di Lamporo (VC) (classe 1935) e da un’altra candidata al Comune di Cineto Romano (RM) classe 1938.
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Neodiciottenni al voto – Saranno 133.908 e si recheranno per la prima volta alle urne
 
L’equivalente di un’intera città medio-grande al voto per la prima volta. I dati ricavati dai nuovi iscritti a partire dal 30 giugno 2010
 
La prima tessera elettorale, la prima volta al seggio, l’emozione della prima croce sulla scheda. Saranno 133.908, l’equivalente della popolazione di una grande città, i neo diciottenni che inaugureranno la propria vita da elettori i prossimi 15 e 16 maggio. E’ quanto emerge da un’analisi di Comunicare-Anci che ha elaborato i dati e le stime forniti dal ministero dell’Interno e da Comuniverso-Ancitel.
I dati, suddivisi Comune per Comune, sono stati ricavati calcolando i nuovi iscritti nelle liste elettorali a partire dal 30 giugno 2010, ovvero all’indomani delle amministrative della primavera 2010.
Nel complesso 133.908 cittadini, 68.872 uomini e 65.036 donne, voteranno per la prima volta in assoluto, avendo appena maturato i requisiti anagrafici per accedere alle urne.
Le città con il maggior numero di nuovi elettori sono naturalmente quelle più grandi: Napoli, con 12.482 ragazzi (6.372 uomini e 6.110 donne); Milano con 8.550 (4.438 uomini e 4.112 donne); Torino, dove voteranno per la prima volta 6.213 neo diciottenni (3.180 uomini e 3.033 donne). Tutti piccolissimi, invece, i Comuni che non registrano alcun nuovo elettore: Baradili (Or), Setzu (Md), Conca Casale (Is), San Biase (Cb), Santo Stefano di Sessanio (Aq), Ofena (Aq), Jenne (Rm), Castelbianco (Sv), Armo (Im), Propata (Ge), Orero (Ge), Cornovecchio (Lo), Morterone (Lc), Azzanello (Cr), Lasnigo (Co), Incudine (Bs), Vocca (Vc), Balmuccia (Vc), Massello (To), Pontechianale (Cn), Oncino (Cn), Olmo Gentile (At), Olivola (Al).
 
 
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Donne sindaco – Candidate a primo cittadino solo il 14%: in 800 Comuni sfida solo al maschile
 
Nei 1315 Comuni italiani al voto per le elezioni amministrative del 15 e 16 maggio (quelli siciliani voteranno il 29 e 30 maggio) il totale dei candidati a sindaco è di 3976. Di questi, 3419 sono candidati maschi, cioè circa l’86% del totale. Il restante 14% è occupato dalle 557 donne in corsa per la poltrona da sindaco. E’ quanto emerge da un’analisi condotta da Comunicare-Anci analizzando dati del ministero dell’Interno e di Comuniverso-Ancitel
A detenere il primato negativo del numero di candidate sindaco in proporzione al totale dei candidati è la Campania, con 30 donne in corsa per le 151 poltrone da sindaco contro i 385 candidati maschi, cioè il 7% del totale.
La Regione più virtuosa in fatto di democrazia paritaria è invece le Marche dove, per i 29 comuni in rinnovo di cariche, corrono 77 candidati sindaco, di cui 62 uomini e 15 donne, che arrivano quindi al 19,5% del totale.
Una sfida tutta al maschile avviene in ben 800 Comuni italiani, sparsi in modo omogeneo tra le 18 Regioni interessate.
I casi più eclatanti riguardano 8 dei 30 capoluoghi di Provincia al voto: Trieste, Pordenone, Latina, Benevento, Napoli, Catanzaro, Reggio Calabria e Carbonia. 
Assenza assoluta di donne anche in tutti i Comuni al voto delle provincie di Aosta, Trieste, Prato, Pescara, Brindisi e Ogliastra.
Timida riscossa femminile in 11 dei 515 Comuni che vedono almeno un candidato sindaco in gonnella. In 6 di questi la sfida è tutta al femminile: Mompantero, Ono San Pietro, Borgo San Siro, Bolognola, Marta, Secinaro. Mentre nei restanti 5 – Monleale, Scopello, Oliveto Lucano, Esterzili, Turri – le candidate corrono da sole per la poltrona di sindaco, mettendosi in tasca una vittoria sicura.
 
Comuni con sfida solo al femminile (le ultime 5 corrono con liste uniche)
 
Provincia
Comune
 
Candidate sindaco
TORINO
MOMPANTERO
1
FRIJIO ADRIANA
 
 
2
FAVRO PIERA
 
 
3
FREGUIA ALESSIA
BRESCIA
ONO SAN PIETRO
1
VAIRA FEDERICA
 
 
2
BROGGI ELENA
PAVIA
BORGO SAN SIRO
1
PIRON DANIELLA
 
 
2
CODEGONI CAROLINA
MACERATA
BOLOGNOLA
1
SCAFICCHIA SIMONETTA
 
 
2
MAGGI MARIA GABRIELLA IN DI GIOVANNI
VITERBO
MARTA
1
ANGELOTTI GRAZIELLA
 
 
2
MAZZETTI CARLA DETTA CARLETTA
 
 
3
CATANESI LUCIA
L'AQUILA
SECINARO
1
LA ROCCA MARIA DOLORES
 
 
2
GRAZIANI CLEMENTINA
ALESSANDRIA
MONLEALE
1
MASSA PAOLA
TORINO
SCOPELLO
1
LONGHETTI ENRICA
MATERA
OLIVETO LUCANO
1
TREVIGNO ANNA
CAGLIARI
ESTERZILI
1
MELIS GIOVANNA
MEDIO CAMPIDANO
TURRI
1
CAU RITA
 
 
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Candidati sindaci di origine straniera – Sono 6 in gara, tra loro due sono donne
 
La provincia con più ‘aspiranti’ è Cremona: due oriundi egiziani corrono a Palazzo Pignano e Campagnola Cremasca. A Figline Valdarno il candidato più giovane, 23 anni da compiere.
 
Sono sei i candidati di origine straniera in corsa per diventare sindaco nei Comuni pronti al ‘rinnovo elettorale’ del 15 e 16 maggio. Tra di loro quattro si candidano in Comuni del Nord, uno rispettivamente al Centro ed al Sud, mentre due sono le aspiranti sindaco donna. E’ quanto risulta da un’analisi che Anci-Comunicare ha condotto sui dati del ministero dell’interno e di Comuniverso-Ancitel, riguardo alla presenza nelle liste dei ‘nuovi italiani’.
La provincia che ha il maggior numero di candidati di origine straniera è quella di Cremona: a Palazzo Pignano, Comune di poco meno di 4 mila abitanti, si candida Taimur Dessuki, 50enne egiziano di nascita, mentre a Campagnola Cremasca - poco meno di 700 anime - corre per la poltrona di primo cittadino, Farida Mechahwar 34enne nata a Lodi da genitori arrivati dall’Egitto.
Sempre in Lombardia, ma a Luvinate, 1300 abitanti nel varesotto, è in corsa Stefano El Fenne, nato nel 1964 in Marocco, mentre a Finale Emilia, centro modenese di quasi 16 mila abitanti, ‘tenta di conquistare la fascia tricolore’ Malak Mohamad Kamel 55enne di origine libanese. Tra i sei ‘neoitaliani’ in gara per diventare sindaco, il più giovane si trova a Figline Valdarno. Dmitrij Gabriellovic Palagi, nato a Vilnjus nel dicembre 1988, quando la repubblica baltica faceva ancora parte dell’ex Urss, è anche l’aspirante per il Comune più grande: il centro in provincia di Firenze conta infatti 17 mila abitanti. L’altra candidata di origine straniera è Maria Filomena Campos , 42enne nata nell’Angola ancora colonia portoghese, che cerca di diventare sindaco di Taurisano, Comune salentino di 12.680 abitanti. Su sei candidati, ben tre vantano una precedente esperienza amministrativa: Taimur Dessuki, Farida Mechahwar e Malak Mohamad Kamel sono consiglieri comunali uscenti, mentre Stefano El Fenne e Dmitrij Gabriellovic Palagi svolgono attività politica sul territorio.
Infine due curiosità: tra i candidati vi sono 52 italiani nati all’estero, mentre in sei Comuni (Abano Terme, San Pellegrino Terme, Baia e Latina, Triggiano, Manoppello e San Vito al Tagliamento) vi sono due aspiranti sindaci che hanno avuto i natali fuori dai confini nazionali.
 
 
 
 
 
 
 
 
 
Curiosità geografiche - 135 comuni costieri al voto, Livigno e Palizzi i Comuni al voto più a Nord e più a Sud
 
Rinnova il consiglio comunale anche Pollica a otto mesi dall’omicidio del sindaco Angelo Vassallo
 
Sono 135 i Comuni costieri marittimi che i prossimi 15 e 16 maggio saranno chiamati al voto. Il Comune costiero più grande è Napoli, mentre le regioni che non presentano Comuni costieri al voto sono Piemonte, Lombardia, Trentino Alto Adige, Valle d’Aosta, Umbria e Molise (la Sicilia invece va al voto il 29 maggio).  E’ quanto emerge dall’analisi che Comunicare-Anci ha effettuato sui dati forniti dal ministero dell’Interno e da Comuniverso-Ancitel.
La Regione che presenta più Comuni costieri al voto è la Calabria con ben 30 municipalità, che saranno chiamate, nel prossimo week end, a rinnovare il consiglio comunale, seguita dalla Sardegna con 20, la Campania con 18 e la Puglia con 17. Di questi Comuni due fanno parte di isole minori, Capraia e Rio Marina, comuni toscani dell’isola d’Elba.
Sono 15 i Comuni rivieraschi capoluogo di provincia: oltre a Napoli troviamo Savona, Ravenna, Rimini, Grosseto, Fermo, Latina, Salerno, Barletta, Catanzaro, Reggio Calabria, Trieste, Cagliari, Olbia e Iglesias.
La regione con minori comuni costieri al voto è la Basilicata (2), solo Scanzano Jonico e Pisticci, seguita da Veneto (Rosolina, Chioggia e Eraclea) e Marche (San Benedetto del Tronto, Mondolfo e Fermo), mentre il Friuli Venezia Giulia registra quattro Comuni chiamati a rinnovare il consiglio comunale: Trieste, Muggia, Monfalcone e Grado. Al voto, tra i Comuni costieri, anche Pollica, a più di otto mesi dal terribile omicidio del sindaco Angelo Vassallo.
Il Comune più a nord d’Italia, tra quelli chiamati al voto, è Livigno, in provincia di Sondrio, quasi 6.000 abitanti. E’ il più popolato fra i 26 comuni italiani posti oltre i 1500 metri di altitudine. Livigno, nella particolare classifica dei Comuni più al Nord che andranno al voto, è seguito da Comeglians, (Udine), Vigo di Cadore, (Belluno), Paularo (Udine) e Trasquera, (Verbano Cusio Ossola). Livigno è anche il Comune, tra quelli al voto, più alto d’Italia con i suoi 1815 metri sopra il livello del mare.
Il Comune più a Sud, invece, tra quelli chiamati al voto, è Palizzi, seguito da Bova, Staiti e Roghuti. Palizzi, Bova, Staiti e Roghuti sono quattro dei ventisei Comuni della provincia di Reggio Calabria che sabato e domenica si presenteranno agli elettori per il rinnovo del consiglio comunale.
 
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Il voto per regioni e province – In Lombardia il numero più alto di Comuni al voto nessuno in Trentino Alto Adige. E’ Pavia la provincia in cui si vota di più
 
È la Lombardia a detenere il primato per il numero dei Comuni che andranno al voto nei giorni del 15 e 16 maggio. Delle 18 Regioni che voteranno nel prossimo week end (la Sicilia svolgerà le elezioni il 29 e 30 maggio), per un totale di 1315 Comuni interessati, la Lombardia si piazza in cima alla classifica con 237 Comuni che rinnoveranno gli organi amministrativi. La seguono, con notevole distacco, la Campania, con 151 Comuni al voto, il Piemonte, con 147, il Lazio con 111, la Sardegna e la Calabria con entrambe 97 Comuni. Chiude la classifica la Valle D’Aosta con il solo Comune di Ayas chiamato a votare.
Questi i numeri che si evincono da un’analisi di Comunicare-Anci sui dati del ministero dell’Interno e di Com’universo Ancitel.
In dettaglio i numeri per regione: Lombardia (237 Comuni su 1544, il 15,3% del totale dei comuni lombardi compresi 2 capoluoghi di provincia), Campania (151 su 551, il 27,4% dei Comuni e 4 capoluoghi), Piemonte (147 su 1206, il 12,2% dei Comuni e 2 capoluoghi), Lazio (111 su 378, il 29,4% dei Comuni e 1 capoluogo), Sardegna (98 su 377, il 26% dei Comuni e 5 capoluoghi), Calabria (97 su 409, il 23,7% dei Comuni e 4 capoluoghi), Abruzzo (76 su 305, il 24,9% dei Comuni, non andrà al voto nessun capoluogo di provincia) e Veneto (76 su 581, il 13,1% dei Comuni e 1 capoluogo). Le regioni con il minor numero di Comuni al voto saranno: Valle d’Aosta (dove si voterà nel solo Comune di Ayas su 74 Comuni della regione, l’1,4%), Umbria (9 Comuni su 92, il 9,8% dei Comuni, non andrà al voto nessun capoluogo di provincia), Basilicata (27 su 131, il 20,6% dei Comuni, non andrà al voto nessun capoluogo di provincia), Sicilia (27 su 390, il 6,9% dei Comuni e 1 capoluogo di provincia), Marche (29 su 239, il 12,1% dei Comuni e 1 capoluogo di provincia), Molise (31 su 136, il 22,8% dei Comuni, non andrà al voto nessun capoluogo di provincia), Toscana (33 su 287, l’11,8% dei Comuni e 3 capoluoghi di provincia), Friuli Venezia Giulia (40 su 218, il 18,3% dei Comuni e 2 capoluoghi di provincia), Emilia Romagna (46 su 348, il 13,2% dei Comuni e 3 capoluoghi di provincia), Liguria (47 su 235, il 20% dei Comuni e 1 capoluogo di provincia) e Puglia (61 su 258, il 23,6% dei Comuni e un solo capoluogo di provincia).
In totale, infine, sono 9 le province interessate al rinnovo degli organi elettivi, Campobasso (17 Comuni al voto), Lucca (4), Macerata (6), Mantova (10), Pavia (28), Ravenna (1), Reggio Calabria (24), Treviso (7) e Vercelli (21). Da una lettura risulta che la provincia con il numero inferiore di Comuni interessati al voto è Ravenna, dove si vota nel solo capoluogo, mentre quella con il numero più alto di Comuni alle urne è Pavia con 28 amministrazioni al voto.
 
 
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Numero di liste per Comune – Primato a Latina con 13 candidati sindaco sostenuti da 26 liste
 
Alle prossime elezioni amministrative spetta a Latina il primato per il maggior numero di candidati alla poltrona di sindaco. Il 15 e 16 maggio i cittadini potranno scegliere da una lunga lista i candidati, ben 13, alla poltrona di primo cittadino sostenuti da 26 liste; circa 800 gli aspiranti consiglieri comunali. Seguono nella graduatoria Torino e Rimini (in ciascun Comune saranno 12 i candidati) e Rovigo (11). Questi i numeri che si evincono da un’analisi condotta  da Comunicare-Anci sui dati del ministero dell’Interno e di Com’universo-Ancitel.
Continuando nell’elenco sono in totale 10 i candidati per i Comuni di Alpignano (TO), Varese, Desio (MB), Napoli e Barletta. Con 9 candidati figurano i Comuni di Pinerolo (TO), Milano, Bologna, Cento (FE), Arezzo, Pisticci (MT), Crotone e Cagliari. In fondo alla lista troviamo 349 Comuni con tre candidati, 512 Comuni con due candidati e infine 51 Comuni con un solo candidato alle prossime elezioni.
 
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Numero di liste rispetto agli elettori - A Morterone e Balmuccia il maggior numero di ‘aspiranti sindaci’ rispetto agli elettori
I Comuni con il maggior numero di candidati sono concentrati nelle Regioni del Nord-Ovest. Milano è il Comune con meno ‘aspiranti primi cittadini’: sono 9, uno ogni 110.175 elettori sui 991.557 totali
Il Comune con il maggior numero di candidati rispetto alla popolazione elettorale è Morterone in provincia di Lecco, dove vi è un ‘aspirante sindaco’ ogni 15,5 elettori (su 31 totali); seguito da Balmuccia (Vercelli) con un candidato ogni 26,67 elettori (su 80 totali) e Pietraferrazzana (Chieti) con un candidato primo cittadino ogni 28,40 elettori rispetto ai 142 totali. Lo evidenzia Anci Comunicare che ha elaborato i dati elettorali del ministero dell’interno e della Regione Friuli Venezia Giulia. Dall’altra parte della graduatoria spetta, invece, a Milano la palma del Comune con il minor numero di candidati rispetto alla ‘popolazione elettorale’, con 9 candidati, uno ogni 110.175 elettori (sui 991.557 totali); seguita da Napoli dove i 10 candidati a sindaco possono contare ciascuno su 81.097 potenziali elettori, e Torino, dove vi è un ‘aspirante sindaco’ ogni 58.887 elettori, (12 candidati rispetto ad un corpo elettorale di 705.336 torinesi).
I Comuni con il maggior numero di candidati rispetto alla popolazione sono concentrati per lo più nelle Regioni del Nord-Ovest; a completare la lista dei primi dieci sono: Propata (Genova), Oncino (Cuneo), Massello (Torino), Olivola (Alessandria), Cerreto Lomellina (Pavia) e Testico (Savona); mentre l’unico Comune della ‘top ten’ che si trova in altre aree geografiche è Molise, centro in provincia di Campobasso con 151 elettori e 5 candidati (uno ogni 30,20).
D’altro canto i Comuni con il minor numero di candidati rispetto agli elettori coincidono sostanzialmente con i capoluoghi di provincia: tra i primi dieci in graduatoria a non rientrare in questa categoria sono soltanto Bisceglie (Barletta – Andria- Trani) e Marano di Napoli (Na) rispettivamente al nono e decimo posto.
 
 
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Comuni commissariati – Sono 189 quelli chiamati al voto
 
Ma a Soddì (Oristano) non si presentano le liste. Al voto anche un Comune di nuova istituzione: Gravedona ed Uniti, in provincia di Como
 
 
Sono 189, secondo i dati del Ministero dell’Interno e di Comuniverso-Ancitel, i Comuni in amministrazione straordinaria chiamati all’elezione del sindaco e della giunta comunale i prossimi 15 e 16 maggio. Campania, Calabria e Lombardia le principali regioni interessate. E’ quanto emerge dall’analisi di Comunicare-Anci.
Il più grande Comune commissariato è Bologna, con 377.200 abitanti, seguito da Latina (118.612) e Novara (104.363). Il più piccolo (anche in assoluto) è Morterone in provincia di Lecco, con 38 abitanti, seguito da Calascio (L’Aquila), che di abitanti ne fa 105. L’amministrazione straordinaria non cesserà invece a Soddì, piccolissimo Comune di 121 anime in provincia di Oristano: anche qui si sarebbe dovuto votare in questa tornata, ma le elezioni sono state rinviate al prossimo turno a causa della mancata presentazione delle liste elettorale.
Tra i Comuni in amministrazione straordinaria, 4 sono quelli commissariati per infiltrazioni mafiose: Pago del Vallo di Lauro (Av), San Ferdinando e Taurianova (Rc), Sant’Onofrio (VV).
Il primo cittadino verrà eletto per la prima volta in assoluto nell’unico Comune di nuova istituzione chiamato al voto: l’ente di Gravedona ed Uniti, in provincia di Como, è nato infatti con una legge regionale del febbraio 2011, dalla fusione dei Comuni di Consiglio di Rumo, Germasino e Gravedona.
 
 
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Comuni con meno elettori – In sei voteranno meno di 100 elettori, a Morterone alle urne solo 31 persone
 
Milano è il Comune con più elettori, nelle prime venti posizioni soltanto tre ‘comuni non capoluogo: Pozzuoli, Casoria e Busto Arsizio rispettivamente in 15esima, 20esima e 17esima posizione.
 
Secondo i dati forniti dal Ministero dell’Interno e da Comuniverso-Ancitel, elaborati da Comunicare-Anci, tra i Comuni al voto il 15 e 16 maggio ci sono 6 centri che hanno meno di cento cittadini iscritti nelle liste elettorali. Si tratta nell’ordine di Morterone (in provincia di Lecco) con 31 elettori, Massello (Torino) dove possono recarsi alle urne 71 persone, Balmuccia (Vercelli) con 80 elettori, Baradili ed Oncino, rispettivamente in provincia di Oristano e Cuneo, con 91 elettori a testa, e di Bergolo, piccolo centro delle Langhe cuneesi, dove sono possono votare 99 persone.
Nel complesso andranno al voto 315 Comuni con meno di 1000 elettori, vale a dire il 24% del totale degli enti interessati dalla consultazione; mentre sono 572 (quasi il 44%) i Comuni nelle cui liste elettorali sono iscritti tra 1000 e 5000 cittadini.
Sono, invece, tutti capoluogo di provincia i Comuni con il corpo elettorale più grande. Il primo in questa particolare graduatoria è Milano con 991.577 elettori, seguito da Napoli (810.973), Torino (705.336), Bologna (302.325) e Reggio Calabria dove possono votare 151.678 cittadini; mentre chiudono la ‘top ten’ Cagliari, Ravenna, Salerno, Rimini e Latina.
Nelle prime venti posizioni dei Comuni prossimi al ‘rinnovo’ con più elettori si trovano soltanto tre ‘non capoluoghi’. Si tratta di Pozzuoli (65.891 elettori) e Casoria (62.706) in provincia di Napoli, e di Busto Arsizio (65.462) in provincia di Varese, rispettivamente in 15esima, 20esima e 17esima posizione.
 
 
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Comuni con più Civiche – Liste presenti nel 62% dei Comuni, soprattutto nei piccoli centri
 
Nei Comuni fino a 5mila abitanti si concentra l’87,4% delle ‘civiche’, Trentola Ducenta con 13.662 elettori è il Comune più grande con in lizza almeno una lista civica
 
Sono 815 su 1315 (quasi il 62%) i Comuni dove per il voto amministrativo di domenica prossima è presente almeno una lista civica, comunque non legata a partiti politici tradizionali: è quanto risulta da un’analisi condotta da Comunicare-Anci sui dati forniti dal ministero dell’Interno e da Comuniverso-Anci.
La provincia che presenta il maggior numero di Comuni con liste civiche in gara è quella di Salerno (39), seguita da quelle di Cosenza (31) e dell’Aquila (31), mentre sono 28 i Comuni della provincia di Roma che rientrano in questa categoria. Da notare che in alcune province (tra cui quelle di Milano, Monza - Brianza, Venezia e Bari) tutte le liste presentate nei Comuni al voto sono collegate ai principali partiti politici.
Le ‘civiche’ sono distribuite in modo omogeneo dal punto di vista territoriale: al Nord sono presenti in 276 Comuni, al Sud in 237, mentre al centro (se si considerano anche le province della Sardegna) si arriva a 302 Comuni. I candidati sostenuti da liste civiche si concentrano nei Comuni fino a 15 mila abitanti, e soprattutto nei piccoli centri fino a 5000 abitanti (713 casi su 815, pari all’87,4%). A guidare la classifica dei Comuni più grandi, dove sono in lizza candidati che fanno riferimento a liste civiche, è Trentola Ducenta (Ce) con 13662 elettori, seguita da Amantea (Cs -13481), Monte di Procida (Na - 12649) ed Orbetello (Gr- 12640).
 
 
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I Comuni più e meno ricchi – I più benestanti al Nord: con qualche eccezione
 
Eccezione per Carvagna, un paesino di 295 anime in provincia di Como, in assoluto il terzo Comune più indigente tra quelli chiamati al voto ma la quasi totalità degli abitanti lavora nella vicinissima Svizzera, dove paga le tasse…
 
I più ricchi al Nord, i più poveri al Sud. La fotografia dei Comuni che sono chiamati al voto i prossimi 15 e 16 maggio non smentisce il cliché del divario economico tra la parte settentrionale e quella meridionale del Paese. Con una piccola eccezione.
Secondo un’analisi condotta da Comunicare-Anci elaborando i dati del ministero dell’Interno e di Comuniverso-Ancitel,infatti, tra i 5 Comuni ‘più poveri’ c’è Carvagna, un paesino di 295 anime in provincia di Como, che risulta essere in assoluto il terzo Comune più indigente tra quelli chiamati al voto. Il perché, però, è presto spiegato: la quasi totalità degli abitanti, infatti, lavora nella vicinissima Svizzera, ed è proprio sul territorio elvetico che paga le tasse.
Per il resto la classifica dei Comuni più ricchi, secondo i dati di Comuniverso,  vede al primo posto Ayas, in provincia di Aosta, con un imponibile medio annuo pro capite pari  a 61.718 euro. Il Comune valdostano stacca di gran lunga il secondo in classifica, Pino Torinese (To), i cui abitanti possono contare in media su un imponibile annuo di circa 30 mila euro. Si scende a 26 mila per il terzo Comune più ricco, Fiano, sempre in provincia di Torino. Sulla stessa cifra si aggirano anche i redditi degli abitanti di Portofino (Ge) e Baldissero Torinese (To). Non pervenuti, tra quelli più ricchi, i Comuni del sud.
Il Mezzogiorno si rifà invece amaramente quando si torna a parlare dei Comuni più poveri. Quello meno fortunato in assoluto è Torre di Ruggiero, in provincia di Catanzaro, con un imponibile pro capite di 2.828 euro, seguito a ruota da un altro Comune calabrese, San Lorenzo Bellizzi (Cs), dove la cifra si ‘innalza’ a 2.882 euro. Al terzo posto il già citato caso di Carvagna (2.899 euro), quindi ancora la Calabria: a Mammola, in provincia di Reggio Calabria, l’imponibile medio degli abitanti supera di poco i 2.900 euro. Infine San Biase, provincia di Campobasso: 3.013 euro il reddito medio di ogni abitante.
 
 
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Comuni senza disoccupazione – Sono 7 e i residenti risultano tutti occupati
 
Piacenza e Cuneo le province dove trovare un lavoro non è un problema
 
Tra i 1343 Comuni chiamati al voto il 15 e 16 maggio prossimi e il 29 e 30 maggio (i Comuni siciliani), ce ne sono 7 in cui il tasso di disoccupazione è pari allo zero. E’ quanto risulta da un’analisi di Comunicare-Anci, condotta sulla base dei dati Istat aggregati a livello provinciale (2010) e a livello comunale (2001).
I dati sulla disoccupazione a livello comunale più recenti risalgono al censimento del 2001, ed evidenziano un tasso di disoccupazione genericamente molto più basso al Nord, in particolare nella provincia di Cuneo: tra i 7 Comuni chiamati al voto che presentano tasso di disoccupazione uguale a zero, ce ne sono 6 settentrionali, nessuno del sud e uno del centro: Sant’eufemia a Maiella, 296 abitanti in provincia di Pescara. Gli altri sono Vocca (Vc, 164 abitanti), Bergolo (Cn, 71 abitanti), Oncino (Cn, 84 abitanti), Olmo Gentile (At, 92 abitanti), Morterone, (Lc, 38 abitanti) e Sueglio (Lc, 157 abitanti).
I Comuni con più disoccupazione, invece, sono tutti al Sud, e la provincia di Caserta la fa da padrone: San Lorenzo Bellizzi (Cs) con il 47,72% di tasso di disoccupazione; Frignano (Ce) con il 45,4%; Villa Literno (Ce) con il 45,25; Siris (Or) con il 42,35; San Marcellino (Ce) con il 41,18; Staiti (Rc) con il 40,15; infine Casandrino (Na) con il 40% di disoccupati.
Anche i dati più recenti, forniti dall’Istat nel 2010 e aggregati a livello provinciale, confermano il territorio di Cuneo come quello più ricco di lavoro (3,4% il tasso di disoccupazione), secondo solo a Piacenza, dove il tasso di disoccupazione è del 2,9%.
Nel capoluogo emiliano voteranno i Comuni di Borgonovo Val Tidone, Cadeo, Fiorenzuola d'Arda, Agazzano, Gropparello, Cortemaggiore, Rottofreno. A Cuneo sono invece chiamate al rinnovo le amministrazioni di Casalgrasso, Narzole, Martiniana Po, Prunetto, Lequio Tanaro, Vinadio, Barbaresco, Entracque, Cavallermaggiore, Sampeyre, Melle, Valdieri, Pontechianale, Frassino, Prazzo, Casteldelfino, Crissolo, Roddi, Santo Stefano Belbo, Roccaforte Mondovì, Pezzolo Valle Uzzone, Bergolo, Grinzane Cavour, Dronero, Caprauna, Oncino, Demonte.
Sempre secondo i dati Istat, infine, i territori con più alto tasso di disoccupazione sono quelli delle province di Agrigento (19,2%) e Carbonia-Iglesias (19,1%): in queste province saranno chiamati al voto i Comuni di Castofilippo, Canicattì, Porto Empedocle, San Biagio Platani e Montevago (Ag); nonché i Comuni di San Giovanni Suergiu, Perdaxius, Masainas, Villaperuccio, Iglesias, Domusnovas, Carbonia, Buggerru, Narcao, Musei, Gonnesa (Ci).
 
 
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Liste uniche -  In 51 corrono da soli ma potrebbe non bastare
Sono 51 i candidati unici di queste elezioni amministrative 2011. Dei 1315 al voto il 15 e il 16 maggio (gli altri 28 della Sicilia voteranno il 29 e 30 maggio), sparsi tra Friuli Venezia Giulia, Piemonte, Lombardia, Veneto, Liguria, Marche, Lazio, Abruzzo, Campania, Basilicata, Calabria e Sardegna, 51 candidati sindaco correranno da soli ma per essere eletti dovranno raccogliere il 50% più uno dei voti quindi l’elezione, anche senza avversari, non è sicura.
E’ quanto emerge dall’analisi condotta da Comunicare-Anci prendendo a riferimento i dati del ministero dell’Interno e di Comuniverso-Ancitel.
Tra i candidati ‘unici’ solo 5 sono donna: Paola Massa, comune di Monleale; Enrica Longhetti, comune Scopello; Anna Trevigno, comune Oliveto Lucano; Giovanna Melis, comune Esterzili; Rita Cui, comune Turro.
 
La lista completa dei candidati sindaco unici
 
 
PROVINCIA
COMUNE
COGNOMENOME
UDINE
DOGNA
SONEGO GIANFRANCO
ALESSANDRIA
ISOLA SANT'ANTONIO
PALLAVICINI EZIO
 
MONLEALE
MASSA PAOLA
 
PIOVA' MASSAIA
MURGIA ANTONELLO
CUNEO
BARBARESCO
BIANCO ALBERTO
 
PRAZZO
EINAUDI OSVALDO
 
PRUNETTO
COSTA LUIGI
NOVARA
MAGGIORA
FASOLA GIUSEPPE
TORINO
BALDISSERO TORINESE
CORINTO CARLO
 
SCOPELLO
LONGHETTI ENRICA
VERBANO-CUSIO-OSSOLA
CESARA
FALDA TIZIANO
 
QUARNA SOTTO
CERESA MATTEO
BERGAMO
ADRARA SAN ROCCO
MOSSALI ALFREDO
 
CORNALBA
VISTALLI ALESSANDRO
 
STROZZA
PERSICO RUGGERO
BRESCIA
BARGHE
CERESA ORIANO
SONDRIO
MANTELLO
BONETTI GIACOMO
BELLUNO
RIVAMONTE AGORDINO
BRISTOT FIORI
VERONA
AFFI
BONOMETTI ROBERTO
 
ROVERE' VERONESE
ERBISTI FABIO
IMPERIA
CARAVONICA
GANDOLFI FERNANDO
 
CHIUSAVECCHIA
LAJOLO ORESTE
 
CIVEZZA
RICCA GIUSEPPE
 
COSTARAINERA
GANDOLFO ANTONELLO
 
REZZO
SEMERIA ENNIO
 
TERZORIO
CANE LUCIANO
ASCOLI PICENO
FORCE
CURTI AUGUSTO
PESARO E URBINO
BARCHI
MARCUCCI SAURO
ROMA
MONTORIO ROMANO
DI BARTOLOMEO DOMENICO
 
ROCCAGIOVINE
GIANFELICI ROBERTO
VITERBO
CORCHIANO
BATTISTI BENGASI
CHIETI
CASTIGLIONE MESSER MARINO
DI LIZIA EMILIO
SALERNO
ORRIA
DE FEO MANLIO
 
SICIGNANO DEGLI ALBURNI
AMATO ALFONSO
MATERA
OLIVETO LUCANO
TREVIGNO ANNA
COSENZA
ROGLIANO
GALLO GIUSEPPE
REGGIO CALABRIA
ROGHUDI
ZAVETTIERI AGOSTINO
 
STAITI
PRINCIPATO ANTONIO DOMENICO
CAGLIARI
ESTERZILI
MELIS GIOVANNA
NUORO
OROTELLI
MARTEDDU GIOVANNINO
SASSARI
BANARI
CORDEDDA GIANPIERO
 
BORUTTA
ARRU SILVANO QUIRICO SALVATORE
 
MARTIS
LASIA TIZIANO ANTONIO GAVINO
 
MONTELEONE ROCCA DORIA
MASALA ANTONELLO
ORISTANO
ALBAGIARA
MALLOCI MAURIZIO
 
BARADILI
ZEDDA LINO
MEDIO CAMPIDANO
GENURI
CONTU MARIO
 
PAULI ARBAREI
CADAU EGIDIO
 
TURRI
CAU RITA IN ATZENI
OGLIASTRA
ELINI
STOCHINO STEFANO
 
TRIEI
MUGGIANU MARIANO
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