La manovra economica di Monti è stata oggetto dell’analisi del Consiglio direttivo di ANCI Lombardia. Alla relazione del presidente Attilio Fontana sono seguiti gli interventi di molti sindaci intervenuti.
Attilio Fontana, Sindaco di Varese e Presidente di ANCI Lombardia: l’ufficio di Presidenza nazionale ha espresso il suo parere negativo, innanzitutto nel metodo, con modifiche istituzionali portate avanti con decretazione d’urgenza. E poi nel merito, con lo stravolgimento dell’Imu e il taglio, di 1,45 miliardi di euro che si somma ai tanti già sopportati dai Comuni. Inoltre questo taglio si applicherà proporzionalmente al gettito dell’ici, per cui più penalizzati saranno i Comuni che fino a oggi si sono adoperati per accatastare le unità immobiliari del loro territorio: siamo passati dal premio alla virtuosità alla penalizzazione della virtuosità. Quando il precedente governo ci ha tagliato i fondi abbiamo protestato, siamo persino scesi in piazza. Credo che dobbiamo fare lo stesso anche oggi, visto che questo governo non si è dimostrato diverso da chi lo ha preceduto. Sono anni che si taglia sempre agli enti locali e non si vanno a cercare gli sprechi degli altri comparti della pubblica amministrazione, delle spese militari, dei privilegi delle regioni a statuto speciale.
Romano Monicelli, Sindaco di Castellucchio: la situazione è più grave di quello che si pensi, perché questa manovra calcola l’Ici su un’aliquota differente a quella che i Comuni avevano posto fino al 2008, e sulla quale ricevevano i trasferimenti compensativi dallo Stato. Inoltre ci sono Comuni che hanno volutamente tenute basse le aliquote sulla prima casa e alzato l’irpef, e adesso per i cittadini si prepara una brutta sorpresa. Per i Comuni è improponibile alzare le aliquote proprio in questo momento.
Federica Bernardi, Vicesindaco di Cermenate: temo che i Comuni non abbiano scelta. Per chiudere i bilanci, occorrerà agire sulle aliquote l’unica buona notizia è la proroga per presentare il bilancio, ma significa solo che avremo qualche mese in più per capire di che morte dobbiamo morire.
Mario Aspesi, Sindaco di Cardano al Campo: non dobbiamo farci illusioni, non è possibile distribuire quello che non c’è: Il Governo Monti ha promesso rigore, equità e crescita. Dobbiamo insistere sulla crescita, chiedendo con forza di rivedere il patto, che a mio parere è il tema principale per far ripartire l’economia locale e non solo. E’ assurdo che dal 2013 il tetto all’indebitamento comunale sia abbassato al 4%.
Eugenio Comincini, Sindaco di Cernusco sul Naviglio: le prime proiezioni nel mio Comune illustrano una situazione gravissima, mancano i soldi per i servizi. Occorre mettere in campo una serie di strumenti di comunicazione per spiegare davvero ai nostri cittadini la verità sulle tasse locali.
Elena Carnevali, Consigliere comunale di Bergamo: rivedere il patto di stabilità e passare da una fiscalità basata sui trasferimenti, a un sistema che poggia sulle autonomie locali deve essere una priorità. Da questa situazione i Comuni devono uscire con un’autonomia reale.
Rita Scapinelli, Sindaco di Goito: siccome rispetto a prima non è cambiato nulla, i sindaci devono protestare. Oggi la situazione è peggiore di ieri, oggi siamo obbligati ad aumentare le tariffe per non dover cancellare i servizi.
Licia Viganò, Sindaco di Orsenigo: questa manovra è grave, ma quel che è più grave è che si aggiunge ad altre manovre ancora e aggrava una situazione gà estremamente pesante. Soprattutto, la riforma delle pensioni taglierà quella parte di welfare rappresentato dalle famiglie, e ricadrà per intero sui Comuni, che già hanno grosse difficoltà a rispondere alle richieste di aiuto che ci vengono avanzate.
Giulio Gallera, Vicepresidente di ANCI Lombardia: non c’è dubbio che questa sia una manovra che crea problemi, ma dovremmo trovare il modo di affrancarci dall’immagine di quelli che sanno solo lamentarsi, perché la situazione del paese è seria, e questa volta i provvedimenti colpiscono tutti, non solo i Comuni. Dubito che chi viene toccato direttamente dalla riforma delle pensioni, dall’Ici, dall’aumento della benzina, abbia poi voglia e tempo di prestare attenzione alle lamentele dei Comuni. Dobbiamo spiegare bene l’inganno sull’Imu che non è federalista, ma dobbiamo stare attenti a non irritare i nostri cittadini.
Giorgio Oldrini, Sindaco di Sesto San Giovanni e Vicepresidente di ANCI Lombardia: condivido la preoccupazione di questo consiglio, la gravità per i Comuni è davvero elevata. Occorre ottenere dal governo la modifica del patto di stabilità, perché se i Comuni hanno risorse, possono far ripartire l’economia. Stiamo attenti ai discorsi che facciamo ai cittadini, occorre lasciare da parte il ruolo di chi si lamenta e comunicare i nostri problemi in positivo, segnalando le cose che i Comuni possono fare, se si mette loro nelle condizioni di farlo.
Marco Pedercini, Vicesindaco di Gorgonzola: nel nostro Comune abbiamo tagliato non solo servizi, ma anche sprechi. La situazione è grave, ma dobbiamo trovare il modo di smarcarci da questa vicenda, anche dal punto di vista della comunicazione.