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Compartecipazione famigliare alle spese di assistenza sociale, una nota Anci

20 Maggio 2010

Il presidente di Anci Lombardia Attilio Fontana aveva denunciato nei giorni scorsi l'insostenibilità delle spese di assistenza sociale per i Comuni, se le famiglie che ne hanno la possibilità non dovessero compartecipare a seconda del loro reddito.

IN ALLEGATO la nota esplicativa di ANCI, che evidenzia come la situazione economica del solo assistito sia solamente uno degli elementi di valutazione, e non l'unico, nel determinare la compartecipazione famigliare alle spese.

Di seguito, il commento di Attilio Fontana.

“Che un cittadino diversamente abile vada assistito sempre e comunque è sacrosanto, ma è indispensabile che la compartecipazione dei Comuni alla spesa tenga conto anche del reddito di tutto il nucleo famigliare, e non del solo utente. In caso contrario l’intera offerta di servizi sociali comunale sarà messa a serio rischio”.

Così Attilio Fontana, Sindaco di Varese e Presidente di Anci Lombardia commenta alcune recenti sentenze dei Tribunali amministrativi, che impongono ai Comuni di accollarsi per intero i costi dei servizi sociali quali, ad esempio, l’assistenza ai disabili.

“Mettere a totale carico del Comune sia il figlio gravemente disabile di un miliardario, sia il figlio gravemente disabile di un disoccupato, solo perché entrambi senza un reddito proprio, è pura follia – continua Fontana - . Non solo, è una follia che rischia seriamente di mettere in ginocchio i servizi sociali dei Comuni, già duramente provati dai continui tagli dei trasferimenti (per il solo 2010 i tagli in Lombardia alla spesa sociale superano i 20 milioni di euro). Le famiglie devono compartecipare alla spesa per l’assistenza sociale in relazione alla loro condizione economica e patrimoniale, altrimenti presto non ci saranno più servizi sociali per nessuno, con la piccola differenza che i ricchi potranno permettersi cure private, e che i poveri non potranno permettersi alcun tipo di assistenza. I Comuni non saranno più in grado di garantire alcuna giustizia sociale”.

“Mi appello al Ministro alle Politiche Sociali Maurizio Sacconi – conclude il Presidente di Anci Lombardia – affinché la normativa in materia di assistenza sociale venga rivista a tutela delle classi più deboli e dei servizi sociali comunali, introducendo i principio del reddito famigliare nella compartecipazione alla spesa”.

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