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Giornate Ifel, a Frascati si parla di manovre e federalismo

18 Maggio 2012

Scozzese: “Metodo manovra è inefficace, Comuni potrebbero spendere 20 miliardi senza attuali limiti”

“Senza il vincolo del Patto di Stabilità, e con lo sblocco delle diverse giacenze, il comparto dei Comuni potrebbe realizzare nel 2012 una spesa di 20 miliardi, il quadruplo rispetto a quella attualmente consentita”. Lo afferma il Direttore scientifico di Ifel, Silvia Scozzese, illustrando l’indagine “Chi paga la manovra?”, presentata a Frascati nel corso della due giorni sul federalismo organizzata dalla Fondazione.
A fronte dei dati presentati nell’indagine, “ci domandiamo se ci sia consapevolezza, da parte di chi prende le decisioni a livello nazionale, sulle conseguenze che queste stesse decisioni potrebbero causare”.
Scozzese denuncia “la grande difficoltà ad avere un rapporto paritario di confronto con gli altri livelli del governo: manca un luogo reale di condivisione – afferma – e manca un vero spiritio comune federalista”.
La manovra, unita al Patto di stabilità interno, rappresenta oggettivamente “un metodo poco efficace”, dice Scozzese, che tra i suoi effetti più distorsivi “ha fatto salire da 7,4 a 14 miliardi il contributo effettivo del comparto dei Comuni al risanamento dei conti pubblici: un quarto del totale della pubblica amministrazione”.
Non si tratta, avverte Scozzese, “di discussioni teoriche, perché gli effetti di questo tipo di manovra influiscono pesantemente sulla vita dei cittadini”. E infatti negli ultimi anni “la spesa corrente, ovvero quella utilizzata per i servizi come il welfare locale, è rimasta costante dal 2005: questo vuol dire che i Comuni non sono stati messi nelle condizioni di sostenere le famiglie e il loro accresciuto bisogno di welfare in tempo di forte crisi”. Allo stesso modo “gli investimenti sono scesi in picchiata”. Il tutto mentre, tra il 1997 e il 2011, “il deficit del comparto dei Comuni si è ridotto dall’1,6 all’1,1% mentre cresceva del 50%, dal 2,7 al 3,9, quello dell’intero comparto della pubblica amministrazione”
Il metodo inefficace della manovra causa inoltre, aggiunge Scozzese, “interventi legislativi sempre meno razionali: esenzioni sempre più frequenti, inasprimento delle sanzioni, penalizzazione dei Comuni che investono sul territorio”.
Da qui le proposte di Ifel: “Innanzitutto una manovra più equilibrata – spiega Scozzese – con un metodo che consenta una equa ponderazione del contributo per il risanamento dei conti pubblici tra tutti i livelli di governo”. Quindi la golden rule: “E’ una proposta che abbiamo fatto già quattro anni fa, che prevede semplicemente l’equilibrio di parte corrente, con una forte limitazione al debito. Così facendo i Comuni potrebbero contare su una capacità di programmazione degli investimenti più efficiente”.
 
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