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Venezia 31 maggio - Mauro Guerra invita i piccoli Comuni

16 Maggio 2012

Il Coordinatore nazionale Piccoli Comuni Anci: “A Venezia in massa per la sopravvivenza dei Piccoli Comuni”

 
 
 
 
Questo è il momento di una mobilitazione straordinaria. Rivolgo un appello ai Sindaci dei piccoli Comuni perché, con una partecipazione di massa a Venezia il 31 maggio, dopo la grande manifestazione del 29 agosto scorso, diano il colpo di grazia all’art. 16 della manovra estiva sulle gestioni associate e sulla estensione a loro dei vincoli del patto di stabilità, Il combinato disposto delle norme sulla gestione associata obbligatoria delle funzioni e la sottoposizione, dall'esercizio 2013 (per i comuni tra 1000 e 5000 abitanti), al patto di stabilità, determina per i piccoli Comuni una condizione assolutamente insostenibile.
Sappiamo che non si tornerà indietro su normative e percorsi nella direzione di un forte rigore nella gestione della finanza pubblica e del concorso di tutti gli enti al miglioramento dei conti del Paese. Abbiamo la consapevolezza di dover continuare a dare il nostro contributo. Ma non accettiamo che ciò avvenga semplicemente estendendo anche ai piccoli Comuni le regole e i vincoli di un Patto di stabilità che, se ha prodotto danni gravi nei Comuni maggiori, se applicato ai piccoli Comuni ne paralizzerebbe di fatto ogni attività, massacrandone i servizi, impedendone gli investimenti, in una condizione di complessiva impossibilità di gestione. Abbiamo resistito per anni, battendoci con ogni forza e con successo, alla sottoposizione ai vincoli del patto di stabilità dei piccoli Comuni.
Siamo pronti a ragionare e confrontarci per definire come, con misure diverse rispetto al patto di stabilità attuale, semplificate e rispettose delle loro peculiarità, i piccoli Comuni possono essere chiamati a concorrere al miglioramento dei conti della finanza pubblica. Ma rifiutiamo la micidiale estensione dei vincoli del patto di stabilità vigente, che sta bloccando miliardi e miliardi di spesa per investimento nei comuni che gia' vi sono sottoposti, condannati a perseguire avanzi di bilancio sempre maggiori e che non possono spendere.
Il 70% degli investimenti pubblici in Italia sono effettuati dalle autonomie locali. Fermare anche le 5600 stazioni appaltanti costituite dai piccoli Comuni significherebbe infliggere un colpo mortale a migliaia di piccole aziende, artigiani, che sul territorio ricevono le commesse per una miriade di piccole opere, manutenzioni straordinarie, che danno fiato all'economia sofferente di migliaia di comunità locali e contribuiscono a garantirne la tenuta della coesione economica e sociale.
Oltretutto le complesse norme del patto avranno un impatto anche tecnicamente devastante ed ingestibile su bilanci piu' limitati quantitativamente e più rigidi qualitativamente quali quelli dei piccoli comuni. Bilanci e gestioni finanziarie che hanno caratteristiche tali da rendere complicatissimo e spesso insostenibile organizzare ed attuare una gestione dei flussi di cassa in grado di rispondere insieme ai bisogni delle comunità e dei territori ed alle regole del Patto.
Ma saremo in piazza a Venezia anche per chiedere una decisa revisione dell’IMU. Un’imposta così come è inaccettabile, che raddoppia il carico sulle spalle dei cittadini e delle imprese e disunisce le entrate nelle casse dei Comuni.
Infine continuiamo con forza a chiedere di togliere di mezzo tutto ciò che di irragionevole c'è nell'art.16 della l.148/2011.  Per questo ci siamo battuti, prima per ottenere un rinvio dei termini di applicazione, ed ora per modificare l'insieme della normativa sulle gestioni associate, con un accordo ragionevole da inserire nella Carta delle Autonomie o in un provvedimento urgente che rimuova la separazione tra Comuni sopra e sotto i 1000 abitanti, e consenta di utilizzare, per tutti,  e  secondo le scelte autonome e più convenienti per i Comuni, gli strumenti dell'Unione ex art. 32 del TUEL e le convenzioni. Su questo abbiamo registrato un  importante lavoro di confronto e di convergenza con il Governo, ora chiediamo che tutto ciò diventi rapidamente legge.  La promozione ed il sostegno a percorsi di cooperazione flessibili, di Unione ex art. 32 del TUEL, convenzione ed anche di fusione volontaria laddove i territori lo ritengano, sono pilastri di una prospettiva seria.
 
Mauro Guerra - Coordinatore nazionale Piccoli Comuni Anci
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