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LAVORI PUBBLICI

Dl sbloccacantieri, Anci: “Bene legge delega, pronti a collaborare partendo da proposte Anci per decreto”

13 Marzo 2019

Le proposte di Anci in Commissione Lavori Pubblici del Senato

La riforma del codice degli appalti e il cosiddetto ‘dl sblocca cantieri’ al centro dell’intervento del delegato Anci a Lavori pubblici e Urbanistica e sindaco di Cosenza Mario Occhiuto in Commissione Lavori Pubblici del Senato, nell’ambito di un’indagine conoscitiva sull’applicazione del codice d ei contratti pubblici (in allegato il documento consegnato).

“I comuni e l’Anci – ha spiegato Occhiuto - guardano con favore alla legge delega approvata dal Governo per una riforma organica del codice appalti, così come all’annunciato decreto legge per sbloccare i cantieri e rilanciare gli investimenti. Ci auguriamo che il decreto attui una semplificazione con tutti i punti qualificanti delle proposte avanzate a luglio da Anci insieme ad Ance e siamo pronti a dare il nostro contributo anche prima che il decreto venga emanato”.

Una riforma del codice appalti dettata secondo il delegato Anci dalla necessità di semplificare a causa dei tempi troppo lunghi per la realizzazione delle opere pubbliche: “quasi 4 anni per gli appalti minori (importi di lavori fino a 500mila euro), circa 7 anni per le opere di importo compreso tra i 500mila e i 50milioni di euro e fino a quasi 15 anni per gli appalti di valore più elevato”.

Tra le proposte di Anci già accolte dalla legge delega, Occhiuto ha ricordato la revisione organica dell’attuale struttura del Codice con chiara e potenziata attribuzione ad Anac di funzioni di vigilanza, collaborazione, controllo e deflazione del contenzioso a presidio della legalità affidando, invece, ad un’unica fonte regolamentare l’attuazione del Codice.

Il sindaco di Cosenza ha auspicato invece che nell’annunciato decreto d’urgenza, il cd sbloccacantieri, trovino spazio la “semplificazione delle procedure di aggiudicazione con rivisitazione del criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa, la limitazione della responsabilità dei dipendenti pubblici che adottano provvedimenti di aggiudicazione in attuazione di pareri Anac.

Tra i contenuti che bisognerebbe invece inserire, il sindaco di Cosenza ha ricordato la reintroduzione dell’appalto integrato per la realizzazione di investimenti pubblici, consentendo alle stazioni appaltanti di ricorrere all’affidamento della progettazione esecutiva e dell’esecuzione dei lavori, sulla base, comunque ed obbligatoriamente, di un progetto definitivo e dall’altro specifiche semplificazioni procedurali per i piccoli comuni, soffocati da una pletora di adempimenti e regole che non hanno ragione d’essere in riferimento al valore degli appalti”.

“Si potrebbe optare – ha concluso per un’adozione diffusa del ‘modello Genova’ per puntare, sul ruolo dei Sindaci quali Commissari Straordinari delegati allo sblocco delle procedure di realizzazione di opere ritenute particolarmente strategiche, significative e condivise dal territorio”. La modernizzazione del Paese necessita di un ruolo sempre più attivo dei Comuni e dei Sindaci nella loro dimensione di agenti di sviluppo e d’innovazione delle strategie territoriali”.

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