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Gare Gas: il progetto di Anci Lombardia e AnciLab citato dal Sole24Ore

28 Settembre 2018

Pubblichiamo l'articolo apparso sul Quotidiano Enti Locali che descrive il progetto GasPlanet

Il Quotidiano degli enti Locali in un articolo di Sauro Prandi dal titolo "Gare gas, il futuro è nelle mani del Mise e dell'Arera" ha citato tra le esperienze positive quella di GasPlanet, il progetto a cui collaborano Anci Lombardia e AnciLab.
Di seguito il testo dell'articolo.


L'attuale Governo e il nuovo collegio dell'Autorità di regolazione per energia, reti e ambiente (Arera) che si è insediata il 30 agosto, rappresentano la vera novità che potrà (dovrà?) condizionare lo svolgimento delle gare gas (177 ambiti a suo tempo stabiliti, e quindi 177 gare; ora un po' meno a seguito dell'unificazione degli ambiti di Cremona 2 e Cremona 3, Bologna 1 e Bologna 2, Trento1, Trento2, Trento 3).

Il quadro della situazione 
Un veloce excursus sullo stato delle gare, pur tenendo conto che tutti i termini di pubblicazione dei bandi di gara, fissati a suo tempo (compreso le proroghe) sono scaduti, salvo quelli (pochissimi) che sono in regime di proroga conseguente ad eventi sismici accaduti. Due gare sono concluse: Milano 1 (l'ambito più grande dopo quello di Roma 1), con aggiudicataria Unareti, società per i servizi a rete (distribuzione gas ed energia elettrica) del Gruppo A2A; Torino 2, Italgas (unico offerente). Una terza, Belluno, con offerte presentate, ma non aperte, essendo pendente un ricorso, dopo il Tar, al Consiglio di Stato. 
I bandi tuttora aperti, con termine entro fine 2018 della presentazione delle offerte (procedura aperta) o delle domande di partecipazione (procedura ristretta), tenendo conto che «...la gara è effettuata adottando la procedura ristretta, ad eccezione degli ambiti in cui un gestore uscente gestisca più del 60% dei punti di riconsegna dell'ambito, per i quali si adotta la procedura aperta» (Dm 226/2011, articolo 9.1) sono attualmente 10; quelli sospesi, per motivazioni varie, sono 11.
È evidente che sussiste una situazione di stallo che solo il ministero dello Sviluppo economico e Arera, nell'ambito delle rispettive competenze, possono sbloccare, proponendo, se del caso, l'adozione di provvedimenti legislativi; utile a questo proposito, anche l'apporto del comitato Mise, Anci, Arera creato «... per monitorare lo svolgimento e gli esiti delle gare ed esaminare l'opportunità di eventuali chiarimenti e proposte di modifiche al presente regolamento» (Dm 226/2011, articolo 17.2). 
Diverse sono state le osservazioni di operatori del settore e Comuni che sono spesso proprietari di reti, oltre che stazioni appaltanti delle gare. Tra queste:
• possibilità che ai Comuni o alla loro società patrimoniale delle reti (che può essere stazione appaltante) venga riconosciuto la quota relativa all'ammortamento dell'impianto di proprietà, oltre che la remunerazione del capitale;
• certezze sul riconoscimento tariffario degli investimenti che saranno effettuati (ad esempio, manutenzioni straordinarie sulle reti più vetuste).
Anche tutta “l'impalcatura” del sistema di commissariamento che prevedeva una diffida da parte delle Regioni ai Comuni inadempienti con termine a provvedere entro sei mesi, per poi nominare, se necessario, un commissario; a seguire la nomina di un commissario da parte del Mise se la Regione non provvedeva, è verosimilmente da rivedere. Forse l'unico caso di avvenuto commissariamento è quello della Regione Calabria che ha nominato due commissari, la nomina di uno dei quali è stata poi annullata dal Tar (si veda Il Quotidiano degli enti locali e della Pa del 2 agosto); altre Regioni, pur con tempistica scaduta, non hanno adottato alcun provvedimento.

Il ruolo dei Comuni 
Sul versante Comuni, due gli aspetti da segnalare: l'associazione Uniatem (Associazione del coordinamento degli ambiti territoriali minimi per lo svolgimento delle gare per l'affidamento del servizio di distribuzione del gas naturale e la successiva attività di controparte contrattuale) costituita da Comuni che sono i capifila delle stazioni appaltante, che offre un'occasione di confronto sulla applicazione della normativa e sugli aspetti regolatori delle delibere dell'Autorità. L'altra, un bell'esempio di collaborazione tra Comuni che hanno già attivato la procedura di gara gas, ed altri che si stanno approcciando: interessante modello di solidarietà tra enti e occasione di diffusione di buone pratiche gestionali. Il progetto denominato Gas PlaNet, modelli e strumenti per la standardizzazione della gestione della procedura di affidamento del servizio di distribuzione del gas naturale, nasce nell'ambito dell'Agenzia per la coesione territoriale con disponibilità di risorse del «Pon Programma operativo nazionale Governance e Capacità istituzionale 2014-20»; permetterà ad alcune città del Sud (Reggio Calabria, Catania, Bari, Pizzo Calabro, Vibo Valentia, di beneficiare per le annualità 2018-19 del supporto di Anci Lombardia e Anci Lab (sua società di servizi) con i Comuni di Varese e Vedano al Lambro al fine di avviare le attività di predisposizione della gara, proponendo modelli organizzativi, approfondimenti degli aspetti legali, economico-finanziari e gestionali, oltre che mettere a disposizione software per la gestione delle procedure. Un modello di collaborazione intercomunale che può essere presa ad esempio.
Va anche ricordata la recente presa di posizione della Commissione servizi pubblici locali di Anci che ha espresso «...l'intenzione di avviare un'interlocuzione con l'Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente (Arera) e con il ministero dello Sviluppo economico, per sbloccare il sostanziale stallo delle gare d'ambito che sta frenando, di fatto, la concorrenza e la valorizzazione delle reti comunali, con ripercussioni negative sui bilanci degli enti locali e, in particolare, dei piccoli Comuni».

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