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Rigenerazione urbana, Brivio: "considerare non solo gli oggetti da rigenerare, ma anche l'obiettivo che si vuole assegnare loro"

21 Giugno 2018

Seminario conclusivo del laboratorio promosso da AnciLab, assessore Foroni: "la rigenerazione urbana è la mission dei prossimi 20 anni"

Quando si affronta il tema della rigenerazione urbana "ci muoviamo su un territorio nuovo, pertanto gli strumenti e le tecnologie vanno riviste e condivise e, proprio per questo, abbiamo promosso il laboratorio che si conclude oggi dopo aver messo a confronto i Comuni su esperienze positive e negative". Così Stefano Manini di AnciLab ha aperto il convegno "Esperienze di rigenerazione urbana in Lombardia" che si è tenuto nella Casa dei Comuni.
Yuri Santagostino, vice presidente del dipartimento territorio e urbanistica di Anci Lombardia, ha evidenziato come il "laboratorio ha aiutato i Comuni", promuovendo il "confronto, facendoci guardare a realtà che sono al di fuori dei nostri confini urbani", e ha ricordato il lavoro che l'Associazione sta portanto avanti sul tema dell'edilizia, citando il confronto attivo con la Regione per definire "un regolamento edilizio tipo che possa avvicinarsi il più possibile alle esigenze dei Comuni".

Le variabili della rigenerazione urbana
Analizzando il tema del convegno, l'urbanista Paolo Cottino, ha sottolineato come "la rigenerazione urbana accosta la variabile sociale alla progettazione". In questo ambito le linee d'azione devono considerare come "adattare gli spazi alle nuove funzioni; coinvolgere altri stakeholders per reperire le risorse necessarie; affrontare i problemi complessi emergenti e le nuove domande di servizi". Secondo Cottino, quindi, "serve il cooridinamento tra le diverse dimensioni d'intervento e l'innovazione del prodotto e del processo". 

Le esperienze dei territori
La carrellata di esperienze territoriali ha dato spazio a molti progetti.
Da Luino Graziella Cusano ha illustrato il progetto di riqualificazione del lungolago, mentre come mettere in relazione i disegni di sviluppo urbano e di rigenerazione urbana è stato l'argomento presentato dall'assessore Emilio Guastamacchia di Buccinasco.
Con Alessia Mora di Celenit le osservazioni si sono spostate sul tema del benessere degli utenti degli spazi rigenerati, come è successo nel Parco Testoni di Parma, riqualificato permettendo la riappropriazione dello spazio da parte dei cittadini. L'esigenza di coniugare rigenerazione, esigenze dei privati costruttori e funzioni sociali dell'abitare è stata affrontata dal sindaco di San Donato Andrea ChecchiChiara Bresciani dello Studio Cavaggioni ha puntualizzato l'importanza di relazionare gli interventi di riqualificazione con l'innesco di processi virtuosi di cambiamento, generati ad esempio dal ricorso al partenariato pubblico privato.
Interessante il contributo di Gianluca Della Mea di Besana Brianza, che ha evidenziato il bisogno di un "salto di scala del tema della progettazione urbana", portato avanti col Pgt condiviso da 5 Comuni delle colline brianzole a cavallo tra le Province di Monza e di Lecco. La rigenerazione affrontata seguendo le conseguenze sul piano turistico e dei servizi è l'esempio che Carlo Mannu di Bosch ha illustrato attingendo a quanto realizzato nella città inglese di York.
Le innovazioni possono però arrivare anche dai piccoli Comuni, come ha dimostrato Massimo Olivares, Sindaco di Marcallo con Casone, che ha inciso sul territorio ristrutturando spazi in disuso che hanno liberato aree per cittadini, servizi sanitari, abitazioni e uffici comunali.
Il reperimento delle risorse e la valorizzazione degli immobili sono stati il tema affrontato da Tiziana Mazzocchi e Bruno Bernardini della Cassa Depositi e Prestiti, che dal loro osservatorio nazionale hanno sottolineato l'esigenza di uniformare le norme che rendono faticosa l'azione dei players.
Si è tornati alle esperienze realizzate con Giovanni Buzzi, Vicesindaco di Sesto Calende, e con Marinna Laino, Assessore di Rescaldina, che hanno mostrato due progetti in grado di offrire anche occasioni di rigenerazione delle relazioni sociali e di recupero di beni confiscati alla malavita.
Dalle piccole alle grandi realtà con il Comune di Milano, Lecco, Varese e Pavia con l'analisi di progetti di ampio respiro: dalla rigenerazione degli ex scali ferroviari, alle nuove sedi dei Comuni, alla razionalizzazione del patrimonio immobiliare pubblico e alla valorizzazione del paesaggio.

Regione e Comuni: dove si sta andando
"Regione Lombardia vuole porre al centro delle sue politiche queste istanze" ha esordito Pietro Foroni, Assessore regionale al territorio aprendo il confronto tra le istituzioni, poichè "la rigenerazione urbana è la mission dei prossimi 20 anni, che la regione vuole programmare perchè rappresenta l'altra faccia del consumo di suolo, e ha un risvolto sociale ed economico che permette di creare il senso delle comunità". Foroni ha proseguito considerando che "si dovrà lavorare per rendere più economico recuperare l'esistente piuttosto che costruire il nuovo, pertanto al centro il rapporto con le Province e i Comuni per mettere a segno gli strumenti per favorire questo percorso", affinchè la "Lombardia possa presentarsi come regione pilota a livello nazionale".
All'intervento dell'assessore è seguito quello di Filippo Dadone, dirigente regionale, che ha illustrato le 5 linee guida su cui si basa la proposta di Palazzo Lombardia sulla rigenerazione: pianificazione, conoscenza, semplificazione, risorse e formazione.
Maurizio Cabras, esperto Anci Lombardia, plaude all'idea di presentare il contesto lombardo come guida nazionale, anche alla luce dei casi presentati dal laboratorio di AnciLab, sottolineando la necessità di semplificare e uniformare le norme, che oggi rendono troppo spesso lente le attività.
In conclusione Virginio Brivio, Presidente Anci Lombardia, ha considerato come "questo tema chiama in causa l'esercizio di prendere in causa non solo oggetti da rigenerare, ma anche l'obiettivo che si vuole assegnare loro". Per il Sindaco di Lecco inoltre "la rigenerazione riguarda non solo i territori metropolitani ma anche i paesi che devono ricucire cesure nate nel tempo, dovute semmai al dissesto idrogeologico, e che devono essere sistemate per ridare spazio alla socialità". Oltre alla riflessione sulla vocazione dei luoghi si dovrà procedere analizzando i processi, alcuni dei quali sono inediti, altri invece da semplificare. Infine per Brivio sarà necessario un confronto serrato e sincero con i progettisti, dai quali spesso dipende la lettura del contesto e l'ideazione degli interventi. (LS)

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