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WELFARE

Contrasto alla povertà, Brivio: "L'amministrazione pubblica crei legami di comunità"

31 Maggio 2018

Il convegno all'interno del Festival dello Sviluppo Sostenibile

In Lombardia c'è un modello di welfare che funziona. Ma ciò non toglie che nella nostra regione ci sono 185 mila famiglie lombarde che si trovano in condizione di povertà assoluta (si tratta di poco più di 670 mila individui, nel 2016). Rispetto al 2014, l’incidenza di povertà nelle famiglie lombarde è salita dal 3% al 4,2%. Inoltre, in Lombardia una famiglia straniera ogni cinque vive in condizione di povertà assoluta, in media nel Paese una ogni quattro.
Come rispondere a questa che non è solo un'emergenza economica, ma un problema crescente di carattere culturale e sociale? Se ne è discusso il 31 maggio in un affollatissimo convegno a Milano, presso l'Auditorium San Fedele, sul tema "Il contrasto alla povertà in Lombardia - Costruiamo reti per l'inclusione" a cui hanno partecipato anche Virginio Brivio, presidente di Anci Lombardia e Paola Gilardoni, portavoce dell'Alleanza contro la povertà Lombardia, con un intervento anche del portavoce nazionale, Roberto Rossini.


Brivio: fare il sindaco oggi significa anche costruire reti di inclusione
"Oggi è l'amministratore pubblico a doversi fare carico della creazione di legami di comunità. E' a un sindaco che si chiede di costruire reti di sintesi tra le diverse associazioni presenti sul territorio e anche di far comprendere agli attori a volte in contrasto, che è invece fondamentale lavorare per il bene comune", ha commentato Brivio. Che si è poi soffermato sulle sfide complesse che pone il tema dell'inclusione: "Parliamo di un tema che non abbraccia solo la scena economica, ma costituisce un progetto complessivo di sostegno alle famiglie. Sono coinvolti nelle politiche di inclusione, innanzitutto, i piani di zona che hanno una pianificazione ordinaria già sovraccarica e nei quali va ricompreso anche un confronto sui temi gestionali, purchè ci sia una maggiore stabilità di quella attuale". Brivio spiega: "Senza stabilità non possiamo fare molto. Serve che nella finanziaria si raggiunga una sorta di equilibrio nella ricerca delle risorse, senza che si debba sempre vivere in emergenza". Piani di zona, quindi, ma non solo "perchè in essi non sono ricompresi tutti gli attori chiamati in causa e una maggiore integrazione con tutti i piani di progettazione del territorio è necessaria. Senza una rete di accompagnamento, tutto è più difficile".


Per Anci Lombardia, più dialogo con Regione, Anci Nazionale e Tavolo per l'Alleanza
Quali sono dunque i passi operativi che Anci Lombardia intende intraprendere, per garantire un sostegno costante ai piani di contrasto alla povertà in Lombardia? Ancora Brivio: "Lavoriamo sul piano formativo, informativo e della consulenza per condividere quanto più possibile e per sensibilizzare i Comuni. Poi continuiamo a dialogare con Regione Lombardia, per sciogliere il nodo dell'ambito ottimale, con Anci Nazionale per una sempre maggiore collaborazione sul fronte del reperimento delle risorse e chiaramente con il Tavolo della Alleanza contro la Povertà Lombarda. La sua portavoce, Paola Gilardoni, commenta: "Non c'è sviluppo economico senza sviluppo sociale e la lotta alla povertà andrà sempre più di pari passo con il contrasto alla disuguaglianza. Per dare risposte efficaci, tuttavia, va combattuta la parcellizzazione dei sistemi, che penalizza le forme di assistenza. Per questo, spingiamo per un confronto crescente e per la definizione di modalità operative concordate con tutti i protagonisti del Tavolo. Perchè questa è una sfida del contemporaneo che riguarda tutti". (Valeria Volponi)

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