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L’evoluzione dell’urbanistica in Lombardia

8 Novembre 2018

Dal consumo di suolo alla rigenerazione, dai progetti ai processi come cambierà l’urbanistica in Lombardia

Organizzato da Regione Lombardia e dal Collegio degli Ingegneri e Architetti di Milano, si è svolto oggi il convegno “Urbanistica nella Lombardia del futuro”.

 

Punto di partenza, come ha ribadito l’assessore regionale al territorio e protezione civile Pietro Foroni, “la piena attuazione della legge sul consumo di suolo. È un principio invalicabile, su cui non vogliamo tornare indietro”. La dimostrazione è il Piano territoriale regionale che, ha aggiunto lì assessore Foroni “è stato adattato al tema del consumo di suolo. Quest’ultimo, comunque, va di pari passo con quello della rigenerazione urbana, oggetto di una recente delibera”.

La rigenerazione urbana è un punto importante nello sviluppo del territorio. “Quando si parla di rigenerazione urbana” ha proseguito l’assessore regionale, “non significa solo recupero dell’esistente, ma anche creare comunità, socialità per superare il degrado. È necessario trovare gli strumenti normativi, finanziari e fiscali affinchè il recupero dell’esistente sia più conveniente del costruire il nuovo. Per questo è importante avviare e mantenere un dialogo con tutti i soggetti. Anche in previsione dell’altro obiettivo che ci siamo posti, ovvero la revisione della legge n. 12/2005. è necessario semplificare e rivedere la normativa, sviluppando un provvedimento proiettato nel futuro”.

 

Sulla stessa lunghezza d’onda, ma con grande attenzione agli attori principali dei processi urbani, i Comuni, il presidente di Anci Lombardia e Sindaco di Lecco, Virginio Brivio. Il presidente ha posto in evidenza come l’urbanistica sia materia che riguarda tutti i tempi, passato, presente e futuro. Passato, “perché è nella storia del territorio e degli interventi svolti che troviamo le indicazione per non limitare l’urbanistica ai progetti, ma si allarghi il punto di vista ai processi”. Presente, “perché contemporanea a quello che accade e alle vocazioni che il territorio evidenzia, spesso diverse da quelle del passato”. Futuro, “perché l’urbanistica è il luogo delle ambizioni, la premessa per realizzare i processi. È necessario, nel futuro, che l’urbanistica sia meno preoccupata di disciplinare il dettaglio. Abbiamo predisposto con Regione e gli altri attori”, ha aggiunto il presidente Brivio, “una corposa cassetta degli attrezzi. Bisogna ora passare alla fatica di usarli”.

 

Virginio Brivio ha poi brevemente illustrato il ruolo e l’attività di Anci Lombardia. “Cercheremo con Regione di coordinare gli strumenti urbanistici, coinvolgendo le Province con cui avvieremo un gruppo di lavoro sulle varianti. Puntiamo, poi, sulla rinascita delle città, tutte le città, attraverso la rigenerazione o ricucitura. È necessario però dotare i Comuni di strumenti operativi e in questo senso vanno i centri di competenza che consento di lavorare su scala più ampia. Ultimo aspetto il supporto sia formativo sia sulle possibilità di finanziamento. In tal senso va il progetto Seav (ndr: Servizi Europa d’Area Vasta) che prevede uno sportello a disposizione dei Comuni dove trovare ruoli e competenze per accedere ai fondi europei”. (SM)

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